Quello che gli adulti non sanno del cyberbullismo

Internet e il digitale ci permettono di estendere i nostri orizzonti ma possono anche farci diventare facili prede di chi vuole invadere la nostra privacy

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Per quale motivo i ragazzi usano maggiormente lo smartphone? Lo sappiamo: comunicare, guardare video su youtube e ascoltare musica. Ma sapevate che il 14% dichiara di usare questo strumento anche per compiere acquisti online? E quanto spesso invece è usato per fare nuove amicizie? Più spesso di quello che i genitori credono… Sapete a cosa si fa riferimento quando si parla di Flaming o Happy slapping? E che il Cyberbullismo è riconducibile ad almeno 10 diverse tipologie?

Troviamo le risposte a queste e altre domande nell’ebook “Generazioni a Confronto”, scritto a 6 mani da Vincenzo Bianculli, Enrico Bisenzi e Marco Pini, esperti di educazione, comunicazione e new media del mondo digitale, con lo scopo di fornire uno strumento utile a tutti i genitori, gli insegnanti e i formatori che si trovano quotidianamente a confrontarsi con i minori e la loro “voglia di vivere online”.

La nostra società si trova immersa in una realtà digitale che per alcuni risulta pericolosa ed incomprensibile, per altri affascinante e coinvolgente, per altri ancora l’unica modalità conosciuta per vivere la propria quotidianità”. 

Internet e il digitale ci permettono di entrare in contatto con persone lontane estendendo i nostri orizzonti, di condividere la nostra vita sui social allargando la nostra rete di amicizie, fare nuove scoperte, aumentare le possibilità di business, ma al tempo stesso possono renderci schiavi di un like, farci sentire vulnerabili ed indifesi, facili prede di chi vuole invadere la nostra privacy”. 

 

Così leggiamo nelle prime pagine dell’ebook strutturato in tre capitoli: il primo prende forma dalle parole di intervistati di generazioni diverse per analizzare le divergenze e scoprire inaspettate analogie; nel secondo sono raccolti e commentati i dati emergenti da un sondaggio svolto dagli stessi autori ad adolescenti, genitori ed insegnanti in alcune scuole fiorentine; il terzo capitolo è una sorta di “manuale di buone pratiche”, un vademecum con consigli e suggerimenti riguardo a come comportarsi di fronte a molte situazioni tipiche e ricorrenti.

 

Quello che emerge è che il Cyberbullismo si può combattere educando all’uso delle tecnologie, internet e dei new media, ma non solo: secondo gli autori, gli aspetti “culturali” sono una parte fondamentale del fenomeno: “non bisogna minimizzare gli atti ma educare al rispetto dell’altro e delle differenze, all’empatia, all’affettività, valorizzare le nostre capacità emotive; questi sono elementi molto importanti su cui si riflette ancora troppo poco”.

 

Il libro nasce da un lavoro completamente no-profit, ed è scaricabile gratuitamente a questo link; non ha pretesa di scientificità ma è nobilitato dall’esigenza sentita degli autori di sondare un tema molto dibattuto e che continua ad aver bisogno di approfondimenti e riflessioni soprattutto da parte di chi studia e lavora professionalmente con il tema del digitale da anni.

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Giulia Cattoni

Faccio quello che faccio da sempre: scrivo. Uso la scrittura per dare forma a pensieri e idee.
Da piccola consumavo pagine e pagine per descrivere le mie avventure quotidiane sul diario, oggi uso il linguaggio per creare testi efficaci, contenuti digitali, e organizzarne la gestione.
Mi piace trovare le parole giuste, mettere ordine ai testi e renderli chiari, e creare contenuti accessibili, piacevoli e utili.

Faccio parte del team di Education Marketing Italia dal 2016: ho iniziato come autrice del blog e negli anni ho ampliato i miei ruoli. Oltre alla produzione e gestione dei nostri contenuti, affianco i miei colleghi nella gestione degli open day e nelle attività di design thinking.
Dal 2023 mi occupo in prima linea della cura del nostro brand: dalle mie mani passano piani editoriali, articoli, post, newsletter, webinar e la strategia che li tiene insieme.

Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Sono stata istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco.

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