Negli Stati Uniti a scegliere il college ti aiuta il consulente

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La scuola americana è davvero come la vediamo nei film? Analizziamo la figura del consulente scolastico per l’orientamento universitario e l’alternativa italiana.

Nelle scuole americane, una figura di riferimento per studenti e famiglie è senza dubbio il consulente scolastico, considerato come una guida che consente all’allievo di agire con maggiore sicurezza. Un ruolo, probabilmente, ancora poco conosciuto nel nostro Paese, di cui vogliamo esplorare attività e mansioni.

 

Cosa fa un counselor?

Nella high school (il corrispondente delle nostre scuole superiori), il consulente supporta gli studenti nel corso del periodo di studi, e, in particolare, assume un ruolo centrale nella scelta del futuro College, fungendo da intermediario tra lo studente e l’università.

Inizialmente, può supportare lo studente nella preparazione del curriculum di studi: aiuta a calcolare l’esatta media dei voti, realizza test di valutazione standardizzata per capire la preparazione personale dell’alunno, e consiglia le attività extra-scolastiche per migliorare il profilo dello studente, e renderlo più attraente agli occhi dei college.

Realizzata la parte preliminare, il consulente permette di individuare la lista di strutture universitarie più adatte, sulla base della carriera scolastica dell’allievo. È bene tenere presente che è opportuno essere realistici ed inviare domande alle università che effettivamente potrebbero essere disposte ad accogliere i ragazzi. Le Ivy League (le 8 più prestigiose università statunitensi), non sono una scelta per tutti, e in ogni caso, occorre pensare ad un “piano b”.

Il lavoro del consulente sarà quindi prezioso nella ricerca dei corsi di laurea specifici, sulla base delle attitudini e degli interessi dello studente. Saprà reperire informazioni dai college circa i corsi offerti e la qualità della vita al campus (se ti interessa saperne di più, ti consigliamo l’articolo “Campus visit, spunti da una pratica tutta statunitense“).

Il supporto del counseling riguarda anche il non trascurabile aspetto economico: analizza i costi di iscrizione dell’università, anche in riferimento alla distanza, portando a riflettere inoltre sull’impatto psicologico di un eventuale trasferimento.

Nella fase finale, sarà di supporto per compilare materialmente le domande di ammissione, stilare il saggio da presentare obbligatoriamente corredato dalla domanda di iscrizione, e a preparare il candidato per l’eventuale colloquio.

 

Qualche statistica sul consulente americano

Il 2022 High School Counselor Report realizzato da RNL e High School Counselor Marketing, (condotto su circa 1200 consulenti nell’autunno del 2021), ha evidenziato che, seppur con gli immaginabili rallentamenti del caso, l’attività di orientamento prestata dai consulenti è continuata durante la pandemia Covid, grazie all’utilizzo di videochiamate. Un periodo in cui, secondo le dichiarazioni degli intervistati, gli alunni hanno mostrato maggiori insicurezze e paure, e necessità di essere ancor più motivati e supportati nell’intraprendere decisioni per il futuro.

Nelle interviste è stato chiesto ai counselor quali siano le risorse che ritengono necessarie per svolgere l’attività di orientamento universitario, i principali argomenti trattati con gli studenti e le principali sfide da affrontare nel lavoro:

  • 97% dei consulenti ha dichiarato che preferisce essere contattato dalle università tramite e-mail
  • 87% preferisce ricevere il materiale in PDF scaricabile, per poter inviare i contenuti informativi con facilità agli studenti e alle famiglie; il 36% preferisce dei video; 31% slide scaricabili e il 29% contenuti stampabili

I principali argomenti che vorrebbero fossero trattati nei PDF, in quanto corrispondenti alle domande più frequenti degli studenti, sono i seguenti:

  • Informazioni sulle lezioni e sui costi 92%
  • Borse studio e agevolazioni finanziarie 91%
  • Politiche relative ai test di ammissione 91%
  • Scadenze ed eventuali proroghe 90%
  • Criteri di ammissione 90%
  • Opzioni di pagamento della retta 87%
  • Opzioni di finanziamento (prestito, rimborso…) 85%
  • Servizi sanitari 83%
  • Come effettuare una visita virtuale al campus 79%

Secondo la ricerca, i punti chiave, considerati fondamentali nello svolgere l’attività di consulenza scolastica, finalizzata alla scelta del college, risultano essere:

  • Collaborazione costante tra il personale universitario addetto alle ammissioni e il consulente, perché se quest’ultimo è bene informato lo saranno di conseguenza anche gli studenti
  • Approccio multicanale per comunicare le informazioni (sito con navigazione facile, brochure, PDF…)
  • Interazioni face to face come fiere, visite ai campus, ricevimenti docenti, eventi, generalmente molto apprezzati da studenti e genitori

 

Le origini della figura del consulente

Furono le conseguenze relative alla crisi economica degli anni ’30 a convincere dell’idea che il counseling fosse un’attività di utilità pubblica, e per questo approvata dal Piano Pubblico di Sostegno del Presidente Roosevelt.

“Ogni studente deve essere aiutato dalla scuola a sviluppare una concezione di sé stesso come un’entità sociale all’interno di una futura occupazione”, era l’idea del pedagogista John Brewer. Lo studioso propose nel libro Education as Guidance, 1932, che ogni insegnante svolgesse anche  il ruolo di counselor, e che la consulenza stessa fosse inserita come materia scolastica.

Nel 1936, con il George-Deen Act, fu istituita la “Vocational Education Division of the USA. Office of Education and an Occupational and Guidance Service”, la prima struttura per il counseling. Entro la fine degli anni ’60 l’attività fu incrementata, fino a comprendere l’orientamento scolastico universitario pressoché in ogni istituto scolastico.

 

Il counselor oggi

Per svolgere la professione di consulente nel sistema scolastico americano, come indicato dall’American Association of School Counselors (ASCA), è necessario conseguire una Bachelor’s Degree, (laurea di durata di 3-4 anni), in studi pedagogici-psicologici-sociali, (ad eccezione di alcuni Stati che richiedono un titolo specifico nell’indirizzo istruzione, abilitante all’insegnamento). Successivamente è necessario un Master Degree di specializzazione in counseling (2 anni), e un tirocinio abilitante presso una struttura scolastica.

Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics Usa, lo stipendio medio di un consulente scolastico, nel 2021, era di circa 60.000 dollari, e che la stima per l’occupazionalità del settore nel prossimo decennio si ipotizza in crescita dell’11%.

 

La situazione italiana 

L’idea della “school counselor” si sta diffondendo negli ultimi anni anche nel nostro Paese, ma a differenza degli Stati Uniti, non gode di una lunga tradizione alle spalle.

Al momento, la figura del consulente scolastico non ha ancora un riconoscimento giuridico, e l’attività viene solitamente svolta dallo psicologo che lavora all’interno della scuola, secondo il ddl. n. 2967, che aiuta nel momento di eventuali difficoltà scolastiche, ma non specificatamente nell’orientamento post-scuola.

Ilenia Valleriani

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa, successivamente alla laurea triennale in Scienze della Comunicazione, presso l’Università La Sapienza di Roma. Insegnante nella scuola superiore di secondo grado, dal 2017 ho iniziato l’attività di content writer, in particolare sui temi del marketing e della comunicazione, per seguire la passione che coltivo sin da bambina: la scrittura. Da luglio 2021 collaboro con il blog di Education Marketing Italia.

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