Campus visit, spunti da una pratica tutta statunitense

La visita al campus può includere un tour organizzato, un giro individuale con l’affiancamento di uno studente senior o la possibilità di seguire le lezioni

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La scelta universitaria è un bivio di fronte al quale si trovano ogni anno numerosi studenti, le opzioni sono tante e la confusione nella testa, a volte, ancor di più. Lo studente avverte una forte pressione, ed è innegabile che la scelta universitaria possa influenzare il successivo ruolo professionale e con esso la retribuzione che ne deriva.

Gli elementi che risultano essere di ausilio in un momento così delicato sono vari, tra questi, spicca la possibilità di effettuare un sopralluogo presso gli atenei, secondo molteplici modalità che differiscono, non poco, tra paesi con modelli universitari differenti.

 

Le visite al Campus in Usa

I college statunitensi, generalmente di matrice privata, cercano di proporre modi unici per commercializzarsi alla platea di studenti, in quanto l’alto costo della formazione universitaria americana rende ancora più complicata la decisione. L’accessibilità economica rimane la principale sfida del sistema scolastico universitario americano, portando ogni college a mettere in campo strategie di marketing studiate nei minimi dettagli, per fronteggiare l’agguerrita concorrenza.

Uno dei migliori tentativi per interagire direttamente con il college, è la visita al campus, che riguarda un ampio pubblico, non solo studenti, come si può facilmente immaginare, ma anche genitori, professori, professionisti nell’orientamento scolastico e istituti.

Il campus è un microcosmo, dove si svolge la vita quotidiana dello studente, comprese le attività extracurriculari. Vi si trovano gli alloggi, vi si svolgono i pasti, vi si passa il tempo libero tra sport, musica, teatro e locali. È il posto ideale per stringere amicizie e trovare opportunità di lavoro durante il periodo di studi, e in particolare, è il luogo delle famose “Sororities and Fraternities”, le confraternite a cui tutti gli allievi aspirano ad entrare, almeno come ci mostrano i film.

Secondo una ricerca condotta nel 2010, uno studente che visita un campus, ha il doppio delle possibilità di immatricolarsi. La futura matricola riceve una grande quantità di informazioni alle quali attribuire significato, (volantini, social media, mailing list, posta cartacea…), e spesso è proprio il momento della visita al campus a spostare l’ago della bilancia della decisione.

Diversi sono stati gli studi americani relativi alla scelta universitaria, iniziati già negli anni ’50, fino a quelli più recenti, che hanno individuato gli elementi più influenti secondo l’opinione degli studenti:

  • Modello di Chapman, 1981, riconosce che, sulla scelta finale, influiscano l’opinione della famiglia, le possibilità finanziarie e le considerazioni personali, (Chapman, D. W.,1981. A model of student choice. Journal of Higher Education, 490–505);
  • Modello di Hanson e Litten, 1982 (Hanson, K., & Litten, L., 1982. Mapping the road to academia: A review of research on women, men, and the college selection process. In P. J. Perun Ed., The undergraduate woman: Issues in education, pp. 73-98. Lexington, MA: Lexington Books), e Modello di Hossler e Gallagher, 1987, (Hossler, D., & Gallagher, K. S., 1987. Studying student college choice: A three-phase model and the implications for policymakers. College and University, 207- 2219), i quali, aggiungono agli elementi del precedente modello, anche la posizione geografica dell’istituto, eventuali aiuti finanziari erogati tramite borse di studio dagli atenei, la qualità dell’insegnamento accademico e, appunto, la visita al campus;
  • Modello di Vossonsteyn, 2005, riconosce, oltre gli elementi citati dai precedenti studi, anche l’importanza dei media e in particolare degli influencer, (Vossensteyn, J. J., 2005, Perceptions of student price-responsiveness, a behavioural economics exploration of the relationships between socio-economic status, perceptions of financial incentives and student choice, Doctoral Dissertation. Retrieved from ProQuest).

 

Quali sono gli aspetti fondamentali di una visita al campus?

La visita al campus, che permette allo studente di farsi un’idea dell’ambiente e capire se potrebbe essere a suo agio, può includere un tour formale organizzato, o un giro individuale con l’affiancamento di uno studente senior. Durante l’esperienza è inclusa la possibilità di seguire delle lezioni e presentazioni di programmi multiculturali e di effettuare visite notturne ed estive per osservare la vita del campus a 360°, il tutto anche con la possibilità di essere accompagnati dalla famiglia.

Gran parte del lavoro viene svolto dall’ambiente: l’atmosfera ospitale, la cordialità delle persone, il senso di comunità, l’estetica del luogo, sono aspetti importanti presi in considerazione durante le visite al college. Strategico da parte delle università è mostrare le proprie tradizioni e i dettagli che possano differenziarle nella mente dello studente. Nel corso della visita, i neo-diplomati, vogliono sentirsi speciali, stabilire una connessione con la guida, e in questo desiderio, la prima impressione è fondamentale, spesso influenzata dalla famiglia, dai pari e dai media.

In Italia è difficile proporre la visita al campus dato che, in genere, le nostre università non hanno dei campus all’americana, però anche da noi è possibile perseguire gli stessi obiettivi con un po’ di creatività. Oltre al classico Open Day, su cui abbiamo detto moltissimo sia sul nostro blog che nei nostri webinar, è possibile creare eventi personalizzati collaterali o di secondo livello che possano far vivere ai prospect delle esperienze particolari legate all’università, al corso di riferimento, alla comunità studentesca, alla città di cui l’università è sede.

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Ilenia Valleriani

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa, successivamente alla laurea triennale in Scienze della Comunicazione, presso l’Università La Sapienza di Roma.

Insegnante nella scuola superiore di secondo grado, dal 2017 ho iniziato l’attività di content writer, in particolare sui temi del marketing e della comunicazione, per seguire la passione che coltivo sin da bambina: la scrittura.

Da luglio 2021 collaboro con il blog di Education Marketing Italia.

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