Google Adwords cambia ancora. E l’Education Marketing?

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È proprio di questi giorni l’ultimo significativo cambio nel mercato degli annunci PPC di Google Adwords. È, infatti, confermata una rivoluzione nella visualizzazione degli annunci presenti nelle diverse SERP (risultati della ricerca) di Google.

La prima e più importante novità è quella relativa alla sparizione degli annunci presenti nella parte destra dei risultati di ricerca e l’inserimento di 3 annunci in fondo alla pagina. Questo rende la pagina della SERP sui desktop più simile a quella che già si vede nelle versioni mobile e farà aumentare la competizione sulle aste facendo lievitare i costi CPC delle parole chiave.
La seconda news è comunque legata alla prima e riguarda il numero di annunci visualizzabili in cima alla pagina dei risultati di ricerca: per alcune ricerche altamente competitive gli annunci visibili nella parte superiore della pagina sono passati da 3 a 4.
Le due novità messe insieme portano ad una diminuzione degli spazi disponibili sulla pagina del motore di ricerca con un numero di inserzionisti che, invece, sta aumentando.
Google, inoltre, sostiene che tutto questo porterà a “more relevant results for people searching and better performance for advertisers”: risultati più rilevanti per chi cerca, e prestazioni migliori per chi compra i banner. Staremo a vedere.

Queste novità portano con se una maggiore attenzione alla “qualità” degli account Adwords e delle campagne. Infatti per arrivare alla prime posizioni non serve più soltanto puntare 2€ o 5€ per la determinata parola chiave, ma c’è bisogno di ottimizzare continuamente sia gli annunci con le estensioni che Adwords mette a disposizione (callout, sitelink, estensioni di chiamata, etc) sia le offerte nelle aste sia curare con attenzione le landing pages. Questo perché il ranking dell’annuncio e il punteggio qualità delle parole chiave sono strettamente correlati alla qualità di navigazione sulla pagina e alla corrispondenza dei contenuti tra annunci, parole chiave e contenuti presenti nella landing page.

 

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E nell’Education Marketing?
Certo, non stiamo parlando di mercati di massa come la vendita di scarpe o di smartphone ma comunque di un mercato che al suo interno è molto competitivo e con un numero sempre crescente di scuole, università e realtà formative che utilizzano strumenti come Google Adwords per promuovere i propri corsi. Spesso però queste realtà utilizzano risorse interne non specializzate per questo tipo di lavoro (personale di segreteria, responsabili dell’orientamento, bibliotecari, direttori ecc..) sprecando tempo, risorse umane e budget e con tutte queste novità e relative conseguenze si dovranno rivolgere sempre di più a dei professionisti per fare quello “che prima lo facevamo gratis”. Oltre allo spreco di risorse adesso c’è in ballo la sparizione dai risultati, infatti diventerà sempre più difficile per personale non formato e che non segue quotidianamente gli account raggiungere e mantenere costantemente le prime posizioni.

Chiudiamo con una rassicurazione per i nostri inserzionisti: non temete, tutte le nostre campagne si posizionano sempre tra la 1° e la 3° posizione, siamo sempre in allerta rispetto ai cambiamenti repentini di Google ma questa rivoluzione non ci tocca 😉

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Matteo Favini

Socio fondatore e consulente senior di Education Marketing Italia.

Mi occupo di Strategia di Marketing, analisi dei dati e progettazione di servizi digitali innovativi per le realtà scolastiche.

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