Valorizzare le community della tua scuola

La scuola non può più trascurare l’importanza della propria community: contribuisce alla soddisfazione degli studenti e, soprattutto, potenzia il passaparola.

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Nell’education marketing in genere le scuole focalizzano le loro attenzioni principalmente sulle campagne iscrizioni. Si soffermano soprattutto sui lead ricevuti, sulle campagne di digital advertising attive, sugli open day fatti, sul numero di prospect che vengono convertiti in iscritti. Tutto molto comprensibile: le campagne iscrizioni sono fondamentali.

C’è un aspetto però che spesso passa in secondo piano, ed è un errore strategico grave: il monitoraggio e la gestione di chi ha già terminato il percorso di iscrizione. Stiamo parlando degli studenti in corso e delle loro famiglie, e anche degli ex studenti (o alumni).

Se state cercando spunti per potenziare le community della vostra realtà, siete nel posto giusto! Continuando a leggere troverete un po’ di idee per valorizzare sia gli studenti in corso, sia quelli passati.

 

L’importanza delle community: 3 motivi fondamentali

Se ci pensiamo bene, questa area di intervento è incredibilmente importante per moltissimi motivi, ma spesso viene lasciata in secondo piano.

Tra i tanti  motivi per cui la nostra comunità scolastica è così importante, soffermiamoci sui 3 principali:

  1. permette di capire com’è percepito il servizio che la scuola offre, con conseguente possibilità di potenziare quello che viene proposto, in un’ottica di continuo miglioramento e innovazione sul mercato;
  2. rende “gli interni” (studenti o famiglie correlate) e gli alumni orgogliosi di far parte della scuola: questo li porterà con più probabilità a parlar bene di voi con i loro conoscenti, aumentando il passaparola, che sappiamo bene quanto è importante come canale di trazione nell’education marketing;
  3. previene l’aumento di possibili disiscrizioni (il “tasso di retention”), e in caso di defezioni il problema è doppio. Non solo abbiamo investito risorse per far iscrivere uno studente che poi abbandona e magari dobbiamo trovare un nuovo studente in più per mantenere il numero, ma aggiungiamo anche il rischio di un passaparola negativo.

Potremmo proseguire con l’elenco, ma il punto è chiaro: serve prestare massima attenzione anche agli interni e agli alumni (che poi, voi come lo pronunciate: all’inglese “alumnai”, o “alumni” come dei buoni latinisti? 🧐).

In questo articolo vi forniremo una serie di spunti che speriamo possano darvi delle idee da implementare nella vostra realtà.  Una premessa però è d’obbligo: ogni scuola ha le sue specificità. È unica. Per questo motivo alcune idee potrebbero adattarsi meglio alla vostra realtà, altre magari meno.

 

Gli alumni: distinguiamo due macro categorie

Partiamo subito con una macro distinzione: gli alumni di una scuola dell’obbligo hanno caratteristiche diverse da quelli provenienti da una scuola post-diploma.

I primi vedono il coinvolgimento delle famiglie durante le loro attività, mentre i secondi sono chiamati in prima persona a partecipare ad eventi. In entrambi i casi però ha senso coltivare le relazioni con loro. Una famiglia potrebbe conoscere altre famiglie che hanno figli in età scolastica; a volte gli alumni sono i genitori stessi che iscrivono i propri figli nella scuola che hanno frequentato loro. Nell’higher education gli alumni potrebbero voler proseguire gli studi con corsi di perfezionamento, oppure avere amici/colleghi che potenzialmente possono interessarsi ai corsi che offrite.

Potremmo andare avanti a fare esempi per entrambe le categorie, ma l’obiettivo di questo articolo è fornire una chiave di lettura, un approccio, che poi ognuno di voi calerà nella propria realtà scolastica, riuscendo così ad individuare le azioni da fare nel proprio contesto di appartenenza.

 

Come raggiungere gli alumni?

Questionari per capire i loro bisogni

Il primo concetto da tenere a mente è capire cosa vogliono gli alumni, cosa gli sta più a cuore.

Ci sono diversi modi per approfondire le loro necessità: uno di questi è sondare i loro interessi tramite sondaggi o questionari. Questo articolo ad esempio, raggruppa 10 domande che dovrebbero essere presenti in un questionario da inviare ai propri alumni, in particolare se parliamo di higher education.

 

Una strategia per ogni classe

In generale, per aumentare il coinvolgimento degli alumni sarebbe importante approcciare ciascuna classe/coorte in modo personalizzato. Tenete quindi in considerazione di non approcciare tutti allo stesso modo ma considerate le varie peculiarità di ogni classe e proponete modalità e strategie diverse.

 

Un luogo riservato per condividere ricordi

Toccare le corde dell’emotività è sicuramente un altro aspetto su cui sviluppare la comunicazione. Ad esempio, tra le varie comunicazioni da inviare loro, alcune possono riguardare degli anniversari (ad esempio legati a eventi che hanno visto protagoniste determinate classi).

Un’altra idea potrebbe essere quella di creare un sito web specifico per gli alumni o una sezione ben strutturata del sito che avete già (qui ad esempio quello di Harvard, alumni.harvard.edu/) che possa ricordare agli ex studenti tutto ciò che hanno apprezzato della scuola di cui hanno fatto parte. Il fattore chiave qui è far leva sulla “nostalgia”: le persone amano ripensare ai giorni spensierati trascorsi quando erano studenti e questo può aumentare il successo delle strategie di marketing. Si possono utilizzare anche i social media, magari condividendo storie proprio degli alumni, o chiedendo attivamente loro di essere coinvolti e di raccontare il proprio percorso, realizzando un contenuto che poi la scuola può pubblicare sul blog o sui propri profili.

 

Reciprocità: cosa date ai vostri alumni?

Un principio che bisogna sempre tenere a mente riguarda la reciprocità. Non si può pretendere che gli alumni facciano qualcosa per la scuola se per prima la scuola non ha pensato di far qualcosa per loro. Quindi, provate – anche in questo caso – a chiedervi: cosa potrebbe interessare ai miei ex studenti? La risposta qui è chiaramente determinata dalla tipologia della vostra realtà, ma vogliamo darvi qualche spunto.

Tra le varie attività che solitamente vengono offerte agli alumni ci sono: la condivisione periodica di ultime notizie riguardanti il settore di appartenenza della scuola. Ad esempio, il profilo X (ex Twitter) degli alumni dell’MIT condivide regolarmente le ultime notizie in ambito tech, in particolare quelle che coinvolgono i loro ex studenti.

Potete sbizzarrirvi: infografiche e aggiornamenti sulle ultime evoluzioni del settore; podcast o vlog, inviti a scuola per sessioni di formazione o career day, programmi di mentoring, creazione di borse di studio finanziate da alumni, eventi di networking (ad esempio organizzare ogni due anni un incontro in cui riunire tutti), e così via.

Le idee possono essere molteplici, l’importante è partire sempre dalla domanda principale: cosa interesserebbe davvero ai nostri alumni? E una volta coinvolti, cosa mi farebbe piacere che loro facessero per la loro (ex) scuola? E una volta focalizzato anche questo punto, fatelo sapere con delle call to action precise.

 

Gli studenti e le loro famiglie: come parlare agli interni?

Quando parliamo di interni (quelli che nel mondo anglosassone vengono definiti i “current“), intendiamo sia gli studenti che le loro famiglie.

Come detto per gli alumni, anche in questo caso, partiamo dall’assunto che la scuola deve occuparsi di loro.

Non basta fornirgli un buon (o anche ottimo) servizio didattico, ma serve sempre considerare l’ambito in cui operano le scuole: l’educazione. L’educazione è una delle tematiche più delicate e con l’investimento emotivo maggiore che esista. Serve fare qualcosa di più, per essere memorabili – nell’accezione letterale del termine. Dovete restar loro in mente, così che possano parlare (bene) di voi in ogni occasione che gli si presenti. Per fare ciò, serve un cambio di paradigma. Serve interrogarsi su cosa hanno bisogno studenti e famiglie che voi potreste fornire loro, al di là di quello che già offrite.

 

Ecco qualche consiglio per aiutarvi a tenere l’atteggiamento corretto così che, quando vi siederete attorno ad un tavolo con colleghe e colleghi, avrete già compreso lo spirito con cui approcciare strategicamente questo lavoro.

 

Valorizzare gli interni nella scuola dell’obbligo

Con questo gruppo di persone è utile programmare degli eventi negli spazi della scuola, in modo che le famiglie possano fare attività insieme rimanendo all’interno del contesto scolastico, luogo altrimenti a loro precluso.

Dite che i genitori non apprezzerebbero vivere un’esperienza con i loro figli all’interno della scuola? Noi scommettiamo di si! Perché avranno l’occasione di conoscere meglio i compagni di scuola dei figli e relazionarsi con le figure (come educatori e insegnanti) che quotidianamente hanno un ruolo fondamentale nella loro educazione.

Oppure: vi chiedete mai quali sono le paure che oggi attanagliano i genitori? Scopritelo, e organizzate dei momenti formativi, di scambio e confronto, nei quali fornire strumenti alle famiglie che possano usare per gestire i loro timori. E mi raccomando, progettate al meglio queste attività in modo che siano davvero utili a loro. Chiedetevi sempre, in fase di progettazione: cosa “si portano a casa” i partecipanti? Ne usciranno arricchiti? L’attività proposta, sarà coinvolgente oppure potrebbe essere percepita come noiosa?

Uscite dallo schema “lezione frontale” o “seminario in cui l’esperto parla e la platea ascolta”; piuttosto organizzate delle attività che siano più pratiche, come ad esempio un workshop, in cui fate vivere un’esperienza. Questo approccio è più impegnativo ma sarà sicuramente più originale e memorabile, e aumenterà sensibilmente il successo.

Per aumentare la comprensione delle esigenze delle famiglie, valorizzate i comitati dei genitori. Possono aiutarvi in molti modi, come ad esempio: darvi idee su quali tipologie di eventi organizzare, pianificare dei momenti di ascolto delle famiglie, coinvolgere gli altri genitori a partecipare ad attività extrascolastiche e, in generale, ad avere sempre alta l’attenzione sul loro grado di soddisfazione nella scuola.

 

Come stare vicini agli studenti delle scuole post-diploma

Il consiglio dato poco fa sul comitato genitori si può applicare in modo efficace anche ai comitati studenteschi; quanto sono importanti dal punto di vista strategico per la scuola! Tra l’altro nell’higher education il rapporto con questi gruppi è ancora più diretto: non serve rivolgersi al genitore che manda a scuola il figlio, ma ci si relaziona direttamente con chi il servizio lo utilizza in prima persona.

La scuola dovrebbe chiedersi: “con i mezzi che abbiamo a disposizione, come potremmo rendere la loro vita più facile?”. L’ascolto è fondamentale.

Ad esempio: quali sono le loro paure in vista del termine del programma di studi? Potrebbe aiutare se gli forniste delle sessioni su come scrivere dei CV o delle ottime lettere di presentazione? Potrebbe interessargli incontrare a scuola delle figure professionali con cui si ritroveranno faccia a faccia nel mondo del lavoro nelle vesti di selezionatori? Su quali aspetti i vostri studenti si sentono più carenti? Sarebbe utile creare per loro dei momenti ad hoc in cui avere un supporto su determinate tematiche? Il programma di mentoring, ad esempio, è attivo in molte realtà scolastiche e atenei proprio per fornire un ulteriore aiuto agli studenti in corso, ed è solitamente un’iniziativa molto apprezzata.

Ricordatevi quindi di fornire agli studenti diverse possibilità: non concentratevi solo sulla parte formativa, lanciatevi anche nella pianificazione di attività che abbiano prevalentemente un’accezione ludica. Perché la scuola è anche questo, non solo serietà ed impegno ma coinvolgimento e comunità.

 

Considerazioni finali

Spero che questo articolo vi possa stimolare la generazione di idee da mettere in campo nella vostra scuola.

So che sembrerà strano quello che sto per dire ma, la cosa più importante non è iniziare: la cosa più importante è proseguire. Molte attività dovranno entrare nella routine della scuola. Dovranno entrare a far parte di quelle azioni che vengono fatte ogni anno.

La comunità deve avere il tempo di interiorizzare queste attività, di iniziare a percepirle come strutturali: c’erano l’anno scorso, e ci saranno l’anno prossimo. Dovranno entrare a far parte della cultura della vostra organizzazione. Come potete immaginare, per far sì che questa cosa accada serve tempo. Non serve inserire un intervento singolo, occorre sforzarsi di implementare una serie di attività in uno schema più ampio.

Inoltre, ogni scuola è unica e ha le sue specificità. Per questo motivo, quando una scuola ci chiede di aiutarla nella progettazione di attività che contribuiscano a migliorare il senso di comunità, il nostro intervento è fatto su misura. Ad esempio, un’attività che offre tantissimi spunti è un workshop che abbiamo progettato per fornire alla scuola una roadmap e aiutarla a sviluppare uno schema da inserire nel plan annuale, per portarlo avanti nel tempo.

Se avete bisogno di una mano in tal senso, contattateci: saremo felici di potervi aiutare!

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