Oltre il voto: l’importanza del portfolio dinamico a scuola

Se il voto si limita a valutare una precisa prova sostenuta, il portfolio dinamico documenta il percorso che conduce al voto, influendo positivamente su di esso

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La valutazione tradizionale è definibile come una sorta di “fotografia” del momento: la verifica scritta, l’orale o l’esame. Non riporta le difficoltà, gli errori e l’impegno profuso dallo studente durante il percorso.

È un po’ come guardare una scena di un film: il trailer può apparire interessante o meno, ma non può darci la sicurezza sull’intero film. Ciò che interessa, invece, in un’ottica di crescita degli allievi, è anche il viaggio che si compie per arrivare alla meta. Per questo il portfolio dinamico si mostra lo strumento adatto per documentare il processo.

 

Ma che cos’è il portfolio dinamico?

Introdotto con le nuove Linee Guida per l’Orientamento (Decreto Ministeriale n. 328/2022), il portfolio dinamico non è un semplice adempimento burocratico. Si presenta come un’innovazione tecnica metodologica per rafforzare l’orientamento e accompagnare il CV degli studenti.

Il portfolio non deve essere considerato come un archivio storico, nel quale si trovano vecchie pagelle scolastiche impolverate, bensì come una raccolta in continua evoluzione dei traguardi e dell’intero percorso scolastico. Appare come un diario di bordo in continua evoluzione che accompagna lo studente fino alla conclusione del percorso scolastico.

Con il Decreto del 2022 si specifica l’evoluzione digitale del portfolio dinamico, l’E-portfolio, accessibile dalla Piattaforma Ministeriale Unica. Con lo stesso Decreto si individua anche la figura del docente tutor, che ha il compito di seguire e stimolare l’alunno durante la compilazione del portfolio che gli compete, così da aiutarlo nell’elaborazione di dati grezzi da trasformare in informazioni utili.

Per evitare che il portfolio dinamico diventi un inutile scartoffia digitale da compilare frettolosamente, come uno degli obblighi burocratici da assolvere prima degli scrutini, è necessaria un’adeguata formazione del corpo docente. L’idea è quella di incorporare il portfolio nella quotidianità scolastica, affinché possa essere uno strumento in grado di far compiere un salto di qualità alla scuola e agli studenti.

 

Come si scrive un portfolio dinamico

Ma quali sono le informazioni da inserire in un portfolio dinamico? Dove si inseriscono? Queste sono vengono inserite nelle opportune sezioni, articolate in cinque macro-aree.

  1. Percorso di studi, è la sezione nella quale la segreteria registra la storia scolastica dell’allievo/a.
  2. Sviluppo delle competenze, lo spazio nel quale sono riportate le competenze chiave europee e internazionali, oltre che le attività extrascolastiche (sport, volontariato…).
  3. Capolavoro, scelto dallo studente ogni anno, (da un minimo di uno ad un massimo di tre), è il prodotto che più lo rappresenta, in cui crede di aver messo a frutto le proprie abilità e i propri interessi. Il capolavoro genera spesso fraintendimenti, evocando l’idea di un’opera d’arte. Non è esattamente così, con tale termine si indica un progetto realizzato in classe o nei laboratori dell’istituto, una presentazione multimediale dell’esperienza di PCTO, o anche un’attività di volontariato o sportiva. Qualunque situazione che possa comunicare delle competenze, ad esempio di leadership o problem solving. È importante non dimenticare che esso va correlato con la personale motivazione dello studente sottostante la scelta di quel determinato capolavoro.
  4. Autovalutazione, l’area nella quale lo studente esprime in modo critico e consapevole le riflessioni circa il percorso affrontato.
  5. Documenti, la sezione che raccoglie le certificazioni e il Curriculum dello studente (documento formale da allegare al diploma).

La compilazione non avviene in modo casuale: l’inserimento dei capolavori (che deve avvenire a partire dal primo anno fino al quinto) e l’autovalutazione sono da inserire entro la fine delle attività scolastiche, in modo che l’e-portfolio venga visionato dal Consiglio di classe prima dello scrutinio finale, affinché abbia un peso sulla valutazione finale in pagella e all’Esame di Maturità.

 

I motivi per cui (a volte) il percorso conta più del traguardo

Nel momento in cui si valuta il prodotto finale (come una verifica o un esame) si tende a premiare la memorizzazione di breve termine, uno sforzo che potrebbe essere relativo alla contingenza ma non necessariamente alle reali competenze acquisite.

Con il portfolio dinamico, invece, si può puntare l’attenzione anche su altre dimensioni, oltre ovviamente al risultato finale, che rimane elemento imprescindibile in una carriera scolastica. Gli aspetti che acquisiscono valore sono vari:

  • valorizzazione dell’errore, considerato come l’evidenza che sta avvenendo un apprendimento. Ad esempio, le bozze di eventuali progetti corretti e aggiornati, o la mancanza di errori nei prodotti degli anni successivi, dimostra in modo evidente il progresso;
  • sviluppo del pensiero critico, lo studente assume un ruolo attivo nell’autonoma scelta dei capolavori che più lo rappresentano. Dietro alla scelta vi è un’introspezione sui propri punti di forza e di debolezza, su chi si è e come comunicare se stessi;
  • personalizzazione dell’apprendimento, che permette di valutare lo studente non su una base standardizzata ma sulla base del progresso effettuato;
  • competenze del mondo reale, come la flessibilità, la capacità di cooperare, e il problem solving, tutte quelle competenze che il mondo del lavoro richiede ma che non sono valutabili attraverso un test scolastico. Possono però essere documentate tramite esperienza PCTO e progetti da caricare sul portfolio.

 

Studiare per sé e non per il voto

La presenza del portfolio ha anche un risvolto sulla sfera psicologica degli alunni e delle alunne. Rivede, in qualche modo, la dinamica di ansia che spesso si scatena con la valutazione, spostando l’attenzione sulla motivazione, ossia il piacere di crescere e vedere quanti passi in avanti si fanno.

Lo studente non è più solo un soggetto passivo che viene valutato, ma svolge anche un ruolo attivo in quanto è chiamato a esprimere le personali considerazioni, all’interno del portfolio stesso. La motivazione intrinseca, cioè il desiderio di apprendere e migliorare vince sulla motivazione estrinseca, cioè quella di ottenere un premio dall’esterno, rappresentato dal voto. Secondo la teoria dell’autoefficacia teorizzata dallo psicologo Albert Bandura, se un allievo percepisce che il proprio valore non dipende esclusivamente da un momento ma dall’intero cammino, attiva una sicurezza maggiore in quanto percepisce di poter recuperare anche un eventuale errore.

Partecipare alla descrizione del percorso effettuato consente di diminuire l’ansia, sapendo che non sarà un’unica prova a determinare il giudizio finale, si sviluppa il senso di responsabilità perché l’alunno è portato a comprendere da sé che un successo o un insuccesso dipendono da lui. Tutto ciò può avere influenza sull’autostima: la possibilità di vedere la propria crescita tramite i piccoli mattoncini che si mettono uno sull’altro, è un potente strumento per migliorare l’approccio verso se stessi.

Il portfolio dinamico non deve essere vissuto dal corpo docente e dagli studenti come l’ennesimo carico burocratico imposto dalle riforme ministeriali, bensì come un’opportunità di emancipazione pedagogica. È lo strumento che colma la distanza tra la scuola e la vita, restituendo alla valutazione la sua funzione più nobile e originaria: quella formativa e orientativa.

L’obiettivo di fondo di un portfolio dinamico è di spostare il focus da “Cosa prenderò all’esame?” a “Cosa sto imparando? Sono cresciuto?”, scardinare così l’idea di una scuola basata esclusivamente sulla performance per enfatizzare, invece, il capitale umano.

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Ilenia Valleriani

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa, successivamente alla laurea triennale in Scienze della Comunicazione, presso l’Università La Sapienza di Roma.

Insegnante nella scuola superiore di secondo grado, dal 2017 ho iniziato l’attività di content writer, in particolare sui temi del marketing e della comunicazione, per seguire la passione che coltivo sin da bambina: la scrittura.

Da luglio 2021 collaboro con il blog di Education Marketing Italia.

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