I 4 fattori che cambieranno il mondo dell’istruzione

La nuova normalità prevede periodi di studio intervallati durante l'intero arco della propria vita lavorativa, di breve durata e ROI oriented.

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Come cambierà il mondo dell’istruzione a seguito della recessione e dell’emergenza in cui ci troviamo? Quali fenomeni si verificheranno e come le istituzioni dovranno adattarsi?

Lynda Gratton e Andrew Axott sono gli autori di “The 100-Year Life: Living and Working in an Age of Longevity”: hanno sintetizzato in tre enunciati ciò che, secondo il loro pensiero, definirà drasticamente il mondo della formazione nei prossimi anni:

 

  • la “grande disaggregazione” dell’istruzione vedrà i corsi tradizionali lasciare spazio a un’educazione mirata su soft skills, competenze trasversali, pensiero critico o opportunità di fare rete;
  • corsi più brevi, scelte di carriera orientate al cosiddetto ROI (il Return On Investment, indice di bilancio che indica la redditività e l’efficienza economica della gestione caratteristica) e la tendenza al lifelong learning (la predisposizione all’acquisizione di nuove competenze e ruoli che dura per tutta la vita lavorativa) sarà ciò che guiderà le scelte delle persone e che alimenterà quindi la costruzione di nuovi modelli di business nel mondo dell’educazione;
  • i contatti diretti tra persona e persona così come l’intelligenza artificiale saranno essenziali per il futuro dell’educazione.

 

 

Il testo che segue è una libera traduzione de “How technology will transform learning in the COVID-19 era” di U. Amitabh pubblicato sul blog del World Economic Forum.

Approfondiremo i primi due concetti esposti da Gratton e Axott: il significato di “educazione disaggregata” e le 4 nuove caratteristiche che daranno forma al mondo dell’istruzione di domani.

 

LA GRANDE DISAGGREGAZIONE

Storicamente, il mondo dell’istruzione ha sempre avuto un’offerta vaga e non ben definita di insegnamenti per sviluppare le competenze trasversali, le soft skills, il pensiero critico e la capacità di creare reti. Altrettanto, si è evidenziata una carenza nel dimostrare questi valori ai datori di lavoro attraverso qualifiche riconosciute. Questo modello, tuttavia, ha portato a una grande disaggregazione delle competenze dell’istruzione e ha spinto diverse società a investire in questo, andando a colmare i vuoti creati.

Per esempio, la Lambda School è una scuola che offre corsi online focalizzati esclusivamente sulla costruzione di competenze trasversali. La scuola garantisce alle persone di costruirsi un background adatto ad inserirsi con successo nel settore dell’informatica.

Ciò che distingue la scuola è il suo modello di pagamento dei servizi offerti. Si chiama ISA, acronimo di Income Share Agreement: la scuola non addebita agli studenti alcuna tassa scolastica fino a quando essi non abbiano ottenuto un lavoro ben pagato. A quel punto, l’accordo prevede che la scuola venga rimborsata di un importo pari al 17% del loro stipendio per due anni. Se, invece, entro 5 anni questi studenti non trovano un lavoro, la tariffa viene revocata.

Lambda si concentra quindi esclusivamente su un aspetto unico, quello delle competenze trasversali, prestando invece molta meno attenzione alla dimostrazione del valore, alle soft skills, al networking e agli altri aspetti di un’istruzione tradizionale.

 

I NUOVI CRITERI DI SCELTA DI STUDIO

La disaggregazione dell’istruzione ha portato come conseguenza quattro altri grandi cambiamenti nell’offerta di percorsi di studio:

  1. scelte guidate a seconda del ritorno sull’investimento (ROI)
  2. una tendenza verso l’approccio “lifelong learning”
  3. una durata più breve dei corsi
  4. nuovi modelli di business

 

Specializzazioni ROI oriented

È un fenomeno che si verifica spesso a seguito di recessioni ed emergenze come quella in cui ci troviamo. Addirittura l’80% degli studenti intervistati all’ Università californiana UCLA (https://www.ucla.edu/) ha dichiarato che l’istruzione è per loro un mezzo per trovare occupazione. Tuttavia, solo il 50% dei rettori dei college statunitensi condivide questa opinione. Si tratta di una prima importante discrepanza tra ciò che vogliono gli studenti e ciò che offrono le Università tradizionali.

Gli studenti vogliono acquisire competenze tangibili nell’ambito del coding, del marketing e delle vendite, e le vogliono acquisire in un lasso di tempo ridotto. Si potrebbero accusare questi studenti di farsi guidare da un pensiero che agisce a breve termine e sostenere che un giorno questo atteggiamento gli si ritorcerà contro. Tuttavia, bisogna prendere atto che sono queste le innegabili richieste del momento.

 

Il lifelong learning

Il modello tradizionale di istruzione a cui siamo stati abituati consisteva nel concludere tutta l’istruzione, compresi i programmi MBA, master, eccetera, il più rapidamente possibile, e quindi cominciare a lavorare e a mettere a frutto gli studi. Questo modello non funziona più oggi. La nuova normalità prevede di avere periodi di studio e apprendimento intervallati durante l’intero arco della propria vita lavorativa.

Si tratta di un’enorme opportunità per imprenditori e investitori. In Cina, ad esempio, è la fascia di giovani tra i 26-35 anni che, continuamente in cerca di miglioramento, costituisce l’opportunità più grande per gli investitori. E questo vale anche per molte altre aree del mondo.

 

Corsi di durata più breve

Visto che l’apprendimento dura per tutta la vita, chi studia desidera che questi blocchi di apprendimento siano più brevi.

Make School, ad esempio, offre un corso di laurea di due anni con tassi di occupazione molto elevati. E ci sono molti esempi simili (pensiamo all’italiana TAG Innovation School, ndr). La logica per gli studenti è che, se devono andare a scuola più volte nel corso della loro esperienza lavorativa, ogni corso di studio non dovrebbe essere troppo lungo. Il tempo è prezioso, e le persone lo voglio sfruttare per capitalizzare seguendo le ultime tendenze.

 

Cambiamento nei modelli di business

La crescente popolarità del modello ISA descritto all’inizio di questo articolo, riflette il cambiamento degli atteggiamenti degli studenti che non sono disposti a fare in anticipo enormi pagamenti una tantum. Fatto che, chiaramente, non solo cambia i modelli economici, ma costringe anche gli istituti di formazione a concentrarsi sui risultati dei propri studenti e, in particolare, sulla loro potenziale occupazione.

 

La disaggregazione istruzione, come spiega Utkarsh Amitabh nel suo articolo, porterà altri grandi cambiamenti come la diversificazione dei canali di apprendimento e la personalizzazione dello stesso attraverso l’inedito contributo dell’intelligenza artificiale, argomenti che approfondiremo nel prossimo articolo.

 

L’articolo completo sul blog del World Economic Forum: https://www.weforum.org/agenda/2020/08/how-edtech-will-transform-learning-in-the-covid-19-era/

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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