Scuola e lavoro: quali abilità preziose nell’era Covid?

5 abilità interpersonali per ridefinire il nostro ruolo e la nostra persona per affrontare i mesi della ripresa con più forza e preparazione.

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Eravamo abituati al fatto che fosse la repentina evoluzione tecnologica a dettare il continuo evolversi delle professioni e delle competenze richieste ai lavoratori di oggi e di domani. Abbiamo imparato che un’emergenza sanitaria può sconvolgere abitudini, stili di vita e scenari ancor più profondamente. Quali abilità è strategico coltivare? Quali sono le competenze più richieste dalle aziende che oggi hanno la fortuna e la forza di assumere? 

 

 

Per rispondere a queste domande partiremo ancora una volta dalle soft skills, quelle competenze trasversali che fanno parte del carattere di una persona, più “umane” che tecniche, che sono la base portante di molte professioni e che risultano essere così fondamentali in un periodo in cui le continue preoccupazioni sul mantenimento della distanza fisica ci stanno facendo riflettere sull’importanza di saper comunicare in modo autentico e diretto.

Riflettevamo insieme, all’inizio di quest’anno, su come si fosse evoluto il rapporto tra hardskills e soft skills tra il 2015 e il 2020 riferendoci a degli studi condotti per il World Economic Forum. Oggi, ci riferiamo ad un articolo pubblicato recentemente dallo stesso ente, scritto per il Sustainable Development Impact Summit, per rivelare quelle che i ricercatori segalano come le 5 competenze trasversali più richieste in vista di una nuova stagione lavorativa “straordinaria” che metterà alla prova, ancora una volta, la capacità di adattamento di tutti i lavoratori.

 

Servono flessibilità e mentalità aperta: l’organizzazione internazionale del lavoro IOL afferma che i posti di lavoro a tempo pieno persi a livello globale a causa della pandemia COVID-19 sono 305 milioni. C’è chi sta coraggiosamente provando a reinventarsi e chi con tenacia cerca di continuare a rendere disponibili prodotti e servizi.

Resistere è faticoso. Tuttavia, un modo per non cedere e andare avanti è cercare di aumentare la propria flessibilità, allargare le visioni, trovare nuove soluzioni e nuovi sbocchi. Ci sono alcuni mercati in cui le assunzioni stanno aumentando: LinkedIn, social network dedicato al mondo del lavoro, ha intercettato questa tendenza e analizzato milioni di annunci di lavoro per trovare ciò che i datori di lavoro ritengono siano preziose caratteristiche dei loro candidati. Le cosiddette soft skills sono in cima alla lista:

 

Comunicazione

Comunicazione intesa come “esprimersi”, far arrivare il messaggio giusto al destinatario, far capire le proprie intenzioni e i propri obiettivi in modo chiaro, diretto e appropriato a seconda del mezzo utilizzato. La comunicazione è sul podio delle soft skills più richieste.

L’emergenza COVID-19 ci ha forzatamente portati ad aumentare l’utilizzo di software per permettere il lavoro a distanza, fatto che rende indispensabile la necessità di scegliere il giusto “tono di voce”. Vuol dire porre attenzione non sono a cosa diciamo, ma anche a come lo diciamo. Se vuoi adottare un tono di voce efficace devi scegliere consapevolmente il linguaggio da utilizzare a seconda del contesto sociale in cui ti trovi e a seconda del tuo destinatario. Ciò vale sia quando si comunica all’interno del proprio team, sia quando si parla all’esterno.

 

Problem Solving

Il Problem Solving è un delle più complesse funzioni cognitive e consiste nell’abilità di trovare una soluzione a qualsiasi tipo di problema. In che modo? Identificando un’attività, scomponendola nei suoi elementi e risolvendola. Ha a che fare con la logica, ma anche con il pensiero laterale e la creatività. Ci siamo ritrovati un po’ tutti in questi mesi a risolvere delle situazioni trovando soluzioni che prima dell’emergenza e delle restrizioni non ci saremmo immaginati.

In ambito lavorativo, le attività del problem solving sono strettamente correlate a quelle del “decision making”. Se devi prendere delle decisioni di responsabilità, i tuoi nemici sono le pressioni esterne, lo stress e la visualizzazione di prospettive a brevissimo termine. La chiave di volta? Cambiare prospettiva, osservare il problema in maniera diversa, esterna, ed avere un quadro più completo della situazione. Un metodo utile è di farsi delle domande positive: non “Come posso risolvere questo problema?” ma piuttosto “Come posso fare per arrivare al mio scopo?”.

 

Abilità analitiche

Le aziende di tutto il mondo stanno affrontando scelte difficili, dalla definizione del budget al cambiamento dell’organico. Un pensiero lucido e razionale può quindi essere cruciale a tutti i livelli di un’organizzazione. Analizza le domande, le ipotesi e i risultati in modo obiettivo, cerca di capire quali sono le risorse cruciali per risolvere un problema e adotta diversi punti di vista e prospettive.

Questa qualità si può collegare all’abilità di problem solving: bisogna risolvere i problemi, sì, ma in che modo? Curando ogni dettaglio, approfondendo ogni sfaccettatura applicando un approccio sistematico.

 

Customer service

Indipendentemente dal settore a cui ti rivolgi e dal tuo livello professionale, devi cercare di costruire e mantenere i rapporti positivi con i tuoi clienti, ovvero le persone che rendono possibile la tua attività.

Il lockdown ha bloccato i consumatori nelle proprie case e ciò ha rappresentato un momento di svolta per i rivenditori che hanno avuto a che fare con i servizi da remoto come mai prima. Il segreto del successo dell’e-commerce durante la pandemia non era solo la velocità, ma la sicurezza: in tempi di incertezza e crisi come quelli che stiamo ancora vivendo, le persone vogliono informazioni di cui possono fidarsi.

 

Leadership

Come spiega Daniel Bulla nel suo articolo, la leadership è un processo di influenzamento: l’individuo A ha un’influenza sull’individuo B con l’obiettivo di ottenere da questi un determinato comportamento.

Ma cosa succede in tempi in cui il lavoro a distanza sta diventando sempre più parte delle nostre quotidianità? La distanza fisica e l’assenza di uno spazio reale condiviso causano un gap comunicativo quasi incolmabile. Le persone non sono realmente davanti a te e le conseguenze sulla capacità di “influire sul comportamento altrui” sono determinanti.

Le parole chiave per una leadership da remoto di successo? Rassicurazione, incontri, regolarità, supporto, pazienza e trasparenza. Bisogna comprendere che è una situazione difficile per tutti, che mette di fronte anche all’utilizzo di mezzi per alcuni prima sconosciuti. Per questo ci vuole pazienza. Fissa incontri regolari in video call e una mantieni una continua ed efficace comunicazione con tutti i mezzi che hai a disposizione (messaggi, email, telefono, video): servirà per trasmettere fiducia e trasparenza, fondamentali per riuscire a raggiungere l’obiettivo comune.

 

Le soft skill sono solo in parte innate in ognuno di noi ma anche allenabili: possiamo quindi prendere ispirazione da queste 5 abilità interpersonali per ridefinire il nostro ruolo e la nostra persona per affrontare i prossimi mesi con più forza e preparazione.

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Giulia Cattoni

Faccio quello che faccio da sempre: scrivo. Uso la scrittura per dare forma a pensieri e idee.
Da piccola consumavo pagine e pagine per descrivere le mie avventure quotidiane sul diario, oggi uso il linguaggio per creare testi efficaci, contenuti digitali, e organizzarne la gestione.
Mi piace trovare le parole giuste, mettere ordine ai testi e renderli chiari, e creare contenuti accessibili, piacevoli e utili.

Faccio parte del team di Education Marketing Italia dal 2016: ho iniziato come autrice del blog e negli anni ho ampliato i miei ruoli. Oltre alla produzione e gestione dei nostri contenuti, affianco i miei colleghi nella gestione degli open day e nelle attività di design thinking.
Dal 2023 mi occupo in prima linea della cura del nostro brand: dalle mie mani passano piani editoriali, articoli, post, newsletter, webinar e la strategia che li tiene insieme.

Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Sono stata istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco.

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