Classe capovolta: i ricercatori dicono sì

"’Integrare la FC nella didattica porta a un incremento statisticamente significativo dell’appredimento degli studenti, soprattutto nel lungo periodo"

classe capovolta
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classe capovoltaLa conoscenza è un processo dinamico costituito dalla partecipazione attiva di un soggetto all’interno di un contesto nonché dall’interazione con gli altri membri e dalla situazione circostante. Su questo principio si basano metodologie come la Flipped Classroom, una didattica che dalle sue prime sperimentazioni ha già compiuto dieci anni.

In Italia, la presa in considerazione formale di questo metodo (di cui abbiamo parlato qualche tempo fa in questo articolo) è arrivata con i primi corsi riconosciuti dal MIUR con decreto nel luglio 2014, rivolti a docenti della scuola primaria. Oggi, le esperienze pratiche nelle scuole cominciano ad essere numerose e le associazioni di scuole e i progetti universitari stanno fiorendo in tutta la penisola, segno che l’argomento ha trovato sensibilità e interesse.

Sul sito Agendadigitale.eu è stato recentemente pubblicato nella sezione Scuola Digitale un approfondimento sul tema che evidenzia i vantaggi e gli svantaggi emersi negli ultimi studi effettuati sull’attuazione di questo metodo.

Come riporta l’articolo citato, fino a qualche anno fa non si trovava letteratura scientifica che attestasse una miglior resa degli studenti nella FC (Flipped Classroom) rispetto a quella tradizionale (O’Flaherty, Craig 2015; Findlay-Thompson, Mombourquette 2014); nel 2017, invece, i risultati di alcune ricerche hanno messo in luce una “correlazione positiva tra competenze informatiche-comunicative e apprendimento”. Gli alunni che posseggono “altre capacita di auto-efficacia nel web” imparano di più rispetto a chi ha inferiori capacità. Un’affermazione che, come riporta l’articolo di Agenda Digitale, riporta il focus di attenzione alle problematiche legate al delicato tema del divario digitale.

Già negli anni passati, molti studiosi concordavano nel dire che, l’utilizzo della FC porta “una maggiore soddisfazione negli alunni (Roach 2014; Chih-Yang et al 2014; Jacot et al. 2014). A questa si potrebbe agganciare la correlazione studiata tra agio nella classe (considerando la classe come insieme dei vari ambienti, compreso quello mediatico digitale a portata degli studenti) e resa scolastica“.

A questi concetti si può aggiungere, da letteratura del 2017, che “la motivazione ha una ricaduta positiva sulla soddisfazione, e che la motivazione, a sua volta, può essere incrementata dall’utilizzo di video e podcast associati a momenti riflessivi, così migliorerebbe anche il successo degli studenti“. Proprio negli ultimi mesi “sono uscite anche ricerche che hanno sottolineato come l’integrazione della FC nella didattica conduce ad un incremento statisticamente significativo dell’appredimento degli studenti, soprattutto di quello di lungo periodo“.
La spiegazione del fenomeno deriverebbe dal fatto che, attraverso una didattica che includa la classe capovolta, si offrirebbero allo studente “delle modalità didattiche direttamente collocate all’interno del suo orizzonte comunicativo, utilizzando i suoi media e i suoi codici”. In questo modo, “lo studente stesso può così reperire e organizzare i suoi contenuti, ma anche reciprocamente con tutta la classe, e ipoteticamente, con tutti gli studenti del mondo che stanno affrontando quel percorso o che ne abbiano lasciato tracce in rete“.

Quindi, la grande potenzialità della FC è la generazione di “senso di appartenenza superiore ai metodi tradizionali che si traduce in maggior tempo dedicato allo studio“.
Inoltre, i benefici ricadrebbero anche sulla sfera dello sviluppo caratteriale personale degli alunni in quanto “si è riscontrata una grande acquisizione di responsabilità in diversi studenti che, costruendo gruppi di lavoro, si sono dimostrati attivi nell’analisi di testi, nell’elaborazione tematica di argomenti, sì da trasformarsi in articoli, paper e progetti concreti sul territorio“.

Il successo della Flipped Classroom rispetto ad altri precedenti metodologie, riporta l’articolo, è da ricondurre al superamento di alcuni limiti associati alle prime docenze in ambienti e-learning che restituivano una sensazione di solitudine e lontananza dalla classe. In questo senso, si può considerare la classe capovolta come “evoluzione dell’e-learning, con superamenti dei primi ostacoli: il peso della ricerca e costruzione della didattica non solo non è tutto sul docente (ed eventualmente sul tutor), ma un grande contributo deriva dalla classe“. E la qualità dell’apprendimento, dunque, è determinato in primis dall’interazione reciproca, dal valore del rapporto instaurato tra i vari soggetti coinvolti.

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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