Strumenti linguistici per il Digital Storytelling

Lineare, non lineare e adattivo: le 3 tipologie di digital storytelling basate sul tipo di medium e sui modelli di narrazione che si sceglie di adottare.

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Lo storytelling è una tecnica di narrazione che può essere usata consapevolmente da tutti gli educatori per trasmettere contenuti alla classe così come dagli studenti per riflettere e approfondire argomenti trattati e ampliare le proprie conoscenze sulla comunicazione nell’era digitale. In questo articolo vogliamo porre l’attenzione sulle tipologie di storytelling che un insegnante può decidere di adottare per aumentare il coinvolgimento dei propri alunni.

 

Rizzoli Education in questo articolo individua 3 tipologie di digital storytelling basate sul tipo di medium e sui modelli di narrazione che si sceglie di adottare.

 

STORYTELLING LINEARE

Si tratta della tradizionale forma di narrazione in cui l’autore predispone la trama attraverso una sequenza di eventi concatenati tra loro e che si susseguono l’un l’altro: il lettore/ascoltatore viene condotto all’interno della narrazione attraverso un percorso lineare che prevede un inizio, un centro e una fine.

 

STORYTELLING NON LINEARE

In questo caso, la forma narrativa è costituita da un corpus di contenuti strutturato in modo che le potenziali strade da percorrere per il lettore/ascoltatore siano multiple e variabili. La narrazione, quindi, non si sviluppa necessariamente attraverso una sequenza di tipo cronologico: è il fruitore che, da semplice lettore o spettatore passivo, si trasforma così in “co-autore”, dal momento che gli è offerta la possibilità di controllare l’evolversi della storia e di creare percorsi alternativi e possibili sviluppi finali.

 

STORYTELLING ADATTIVO 

È una narrazione interattiva che consente di intervenire nel processo di costruzione della storia adattandola rispetto alle alterazioni causate dall’intervento del fruitore: la storia viene generata simultaneamente da più individui che, a turno, condividendo il ruolo dell’autore, partecipano alla creazione di una porzione della storia. Rispetto a una narrazione di tipo tradizionale, in cui autore e lettore sono ben distinti tra loro (il primo con funzione attiva, il secondo solo passiva), in questo caso il lettore può divenire autore a sua volta prendendo parte allo sviluppo della storia.

 

Un articolo di Sparlol.com ci dà lo spunto per riflettere sulla struttura e l’organizzazione dei contenuti delle storie. Parliamo quindi di schemi narrativi che la nostra tradizione artistico-letteraria e popolare ci ha trasmesso, tecniche e schemi classici di narrazione utili da ripassare per riflettere sulla definizione della struttura delle storie ma anche per trarre ispirazione e stimolare la fantasia:

  • Viaggio dell’Eroe: schema classico centrato sulla figura dell’eroe che abbandona la propria dimora per intraprendere un viaggio verso luoghi sconosciuti;
  • La Montagna: intensificazione di suspance e tensione fino al raggiungimento di un picco per poi scendere velocemente verso la risoluzione e la fine della storia (tipica, ad esempio, delle serie televisive);
  • Cerchi Concentrici: diverse strutture narrative che si intersecano in cui la narrazione contenente il messaggio centrale interagisce con le altre che sono finalizzate a elaborare o spiegare la prima;
  • Sparklines: si tratta di una struttura narrativa in cui il discorso si sviluppa su due piani contrapposti che si intrecciano continuamente: il primo rappresenta “come le cose sono” e l’altro “come le cose dovrebbero essere”;
  • In Media Res: schema classico in cui la narrazione comincia al centro dell’azione, per spiegare poi l’inizio della vicenda e preparare la sua conclusione;
  • Idee Convergenti: struttura discorsiva in cui differenti filoni di pensiero convergono per formare un’unica idea. Può essere utilizzata per mostrare come un’idea sia il risultato di molteplici sentieri che ad essa conducono.
  • Falsa Partenza: la narrazione ha inizio con un intreccio apparentemente prevedibile che si interrompe bruscamente per dare luogo a un nuovo inizio;
  • Struttura a Petalo: struttura organizzata con storie multiple che si muovono intorno allo stesso concetto centrale.

 

La capacità dell’essere umano di vivere e interagire con gli altri è basata sul saper raccontare storie ed è per questo che è così importante recuperare le capacità narrative. Grazie alla semplicità che gli strumenti tecnologici della rivoluzione digitale hanno portato nella produzione delle storie, il focus è puntato quindi qualità della narrazione ed è con questo scopo che si parla di tecniche di Storytelling: aiutare a comprendere come una storia debba essere costruita per essere narrativamente valida.

 

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Giulia Cattoni

Faccio quello che faccio da sempre: scrivo. Uso la scrittura per dare forma a pensieri e idee.
Da piccola consumavo pagine e pagine per descrivere le mie avventure quotidiane sul diario, oggi uso il linguaggio per creare testi efficaci, contenuti digitali, e organizzarne la gestione.
Mi piace trovare le parole giuste, mettere ordine ai testi e renderli chiari, e creare contenuti accessibili, piacevoli e utili.

Faccio parte del team di Education Marketing Italia dal 2016: ho iniziato come autrice del blog e negli anni ho ampliato i miei ruoli. Oltre alla produzione e gestione dei nostri contenuti, affianco i miei colleghi nella gestione degli open day e nelle attività di design thinking.
Dal 2023 mi occupo in prima linea della cura del nostro brand: dalle mie mani passano piani editoriali, articoli, post, newsletter, webinar e la strategia che li tiene insieme.

Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Sono stata istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco.

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