Digital ADS per la scuola: le risposte alle domande più comuni

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A grande richiesta dal nostro pubblico, questa primavera abbiamo tenuto due webinar per parlare di Digital Advertising per le scuole, indagando in particolare la pubblicità digitale su Google, Facebook e Instagram.

Non hai potuto partecipare al webinar o lo vorresti rivedere? A questo link trovi la diretta del 26 maggio 2021.

 

In questo articolo, invece, abbiamo raccolto le domande più frequenti che ci vengono poste riguardo il tema della promozione online. Le risposte sono di Andrea Muneratti, il nostro esperto di Marketing e Digital Advertising Specialist, specializzato in Social & Search Advertising.

Ogni risposta ha il suo video di riferimento: magari ti è più comodo e preferisci guardare direttamente quello! “Q&A Digital ADS per la scuola”, infatti, è anche una Playlist sul nostro canale di Youtube che continueremo a tenere aggiornata con nuove domande e risposte.

Qualche termine specifico non ti è chiaro? Accedi al nostro Resource Kit: abbiamo preparato un “Glossario Digital Ads” apposta per chi sta cominciando a destreggiarsi in questo mondo e ha bisogno di una guida sempre a portata di mano!

 

Su instagram è meglio sponsorizzare i video o le immagini?

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“Funzionano entrambe, dipende dalla realtà che state promuovendo. Ci sono alcune cose che vale la pena raccontare con un video perché permette di dire molte più cose senza costringere l’utente a leggere. Le immagini però possono essere più adatte per un messaggio immediato. Ad esempio: “Iscriviti all’Open Day” puoi dirlo con una grafica. Mentre se il tuo scopo è raccontare il valore di una scuola, allora questo potrebbe essere il caso in cui una testimonianza video potrebbe rivelarsi più efficace. Bisogna poi considerare anche i tipi di pubblico: alcuni sono più propensi a guardare le immagini, altri i video.

A me piace fare sempre delle campagne in cui ci siano sia video, sia immagini così da intercettare tipi diversi di pubblico”.

 

Con un budget limitato su cosa è meglio puntare? Google, Facebook o Instagram?

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“Creare un ecosistema e farlo funzionare insieme è lo scenario ideale. Però a volte non è possibile. Dividere budget piccoli a metà per coprire tutto l’ecosistema che sta intorno al tuo utente rischia di non portare nessuna compagna a completare quello che si chiama Periodo di Apprendimento. La campagna rischia di essere instabile perché l’algoritmo brancola nel buio e fa fatica a capire a quale pubblico deve mirare. Ragionerei in questo modo: se offri qualcosa che le persone già cercano on line, e quindi corrisponde alle domanda consapevole (come ad esempio “corso per sviluppatore web” che è una ricerca chiara in cui non ci sono ambiguità), queste persone sono più vicine alla scelta: potresti cominciare da Google e le campagne search”.

 

Siamo una scuola pubblica e non abbiamo particolari problemi a portare nuovi iscritti nelle nostre classi. Fare digital advertising serve?

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“Puoi farlo ma il tuo scopo quindi non sarà aumentare gli studenti nelle classi tradizionali, ma magari fare conoscere qualche attività particolare che fa la vostra scuola. Si può investire sul lungo periodo attivando delle iniziative di brand awareness per migliorare la percezione locale della vostra scuola”.

 

Quali sono i tipi di interazione retargeting che consigliate?

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“Idealmente si possono sperimentare tutte. Le visite ai post, ai video, le visite al sito, le visite di alcune pagine specifiche del sito. Più è avanzata l’interazione, più dovrebbe essere efficace la campagna di remarketing (ad esempio, stare su una specifica pagina di un sito per molti secondi è uno step più avanzato nel funnel rispetto alla visualizzazione di un post). Ma non è detto che il vostro pubblico sia già pronto. Se ti accorgi che le campagne non performano a sufficienza, allora forse devi abbassare le pretese iniziali e lavorare su un livello più alto del funnel per ritartgetizzare bene il tuo pubblico, e renderlo poi pronto a quelle azioni più avanzate”.

 

Quante persone servono per creare pubblici simili su Facebook?

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“1000 è il numero base di partenza per creare un pubblico simile. È chiaro che più persone inserisci in questo pubblico, più sarà efficace perché sarà di qualità maggiore.

Se le persone non sono molte, ti consiglio di fare un pubblico simile all’1%.”

 

Si può dire che la domanda consapevole corrisponde al retargeting e la domanda latente al prospecting? 

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“I confini sono sottili e tutte le  categorizzazioni che si fanno in questo argomento hanno qualche falla. Dipende quindi da caso a caso. Ad esempio, la domanda consapevole di chi cerca online può essere retargeting quando cerca risposte ai suoi bisogni avendo già individuato voi come possibile brand di riferimento. Ma può anche essere prospecting perché magari è consapevole della sua domanda, di ciò che vuole e ha bisogno, ma non è ancora passati dal vostro sito, e quindi non vi conosce ancora”.

 

Se clicco sulla X quando mi appare la finestra dei cookies li accetto in automatico o li sto rifiutando? 

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“Dipende da come è stato impostato il banner per l’accettazione dei cookie. Se l’attivazione dei cookie è subordinata all’accettazione dei cookie, allora in teoria non dovresti essere soggetto a una targettizzazione di retargeting. Se invece il banner è stato messo solo per rispondere alla normativa sulla privacy, potresti vedere lo stesso le inserzioni di remarketing dell’azienda di cui hai visitato il sito (anche se in questo caso si tratta di un comportamento non proprio in linea con le normative della privacy)”.

 

Accettare tutti i cookie è una cosa negativa? 

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“È interessante aver la possibilità di scegliere. Possiamo rifiutarli o scegliere di navigare in un altro sito. Credo che se viene fatto un buon utilizzo dei dati degli utenti, allora i cookie sono un modo per le aziende di migliorare le loro attività di advertising e quindi di mostrare alle persone le cose che interessano davvero a loro”.

 

 

Con la serie di webinar “Comunicare la Scuola Education Marketing Italia propone degli incontri in live streaming dedicati a chi lavora nelle scuole e nelle università per approfondire le tematiche del marketing e della comunicazione. I webinar sono sempre gratuiti, hanno un approccio molto pratico e vogliono fornire metodologie e strumenti per avere da subito uno sguardo nuovo verso questi temi e vedere risultati tangibili.

Per non perdere i prossimi appuntamenti, segui la nostra pagina di EventBrite!

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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