Ricerche di mercato: sono utili alle scuole?

Le ricerche di mercato permettono alle scuole di efficientare la propria strategia, cogliere nuove opportunità e adattarsi meglio ai contesti più difficili.

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Indagare prima di agire. È il motivo per cui si fanno le ricerche di mercato: migliorare la comprensione dello scenario in cui un istituto formativo opera permette di adattarsi meglio, efficientare la propria strategia, scorgere e cogliere nuove opportunità.

 

Quali sono i dati e le informazioni di cui può disporre una scuola?

Le ricerche di mercato sono un insieme di attività sistematiche finalizzate alla raccolta, all’analisi e all’interpretazione di informazioni relative a un mercato specifico, nel nostro caso, quello delle realtà di formazione.

A volte i dati vengono raccolti direttamente dai ricercatori per uno scopo preciso, come nel caso di un sondaggio per valutare il livello di soddisfazione degli studenti. In questo caso si parla di dati primari.

Altre volte sono dati già esistenti e raccolti da altre fonti per scopi diversi; ad esempio, se un ricercatore utilizza dati sull’istruzione pubblicati dal Dipartimento dell’Istruzione per analizzare le tendenze nel rendimento degli studenti. In questo caso vengono definiti dati secondari.

Focalizzando l’obiettivo  e decidendo di conseguenza quali dati e informazioni raccogliere e analizzare, le ricerche di mercato possono fornire insight che aiutano a prendere decisioni informate riguardo a servizi, strategie di marketing, prodotti o altre questioni di natura commerciale. Sono fondamentali per comprendere il contesto in cui un’azienda opera, per adattarsi alle esigenze dei clienti e alle dinamiche del mercato.

 

Quando può essere utile per una scuola condurre una ricerca di mercato?

Vediamo nel dettaglio con alcuni esempi quali potrebbero essere le situazioni in cui condurre una ricerca di mercato potrebbe rivelarsi un ottima strada da seguire.

 

Comprendere il mercato di riferimento

Le ricerche di mercato forniscono una panoramica dettagliata del proprio mercato, inclusi dati demografici, tendenze di scelte di consumo, comportamenti degli acquirenti e concorrenza. Queste informazioni sono fondamentali per prendere decisioni informate.

Una scuola privata, ad esempio, potrebbe condurre ricerche per comprendere meglio la domanda di istruzione privata nella propria area, analizzando le specifiche socio-economiche dell’area e le preferenze dei genitori su: dimensioni delle classi, orari delle lezioni, rette, programmi accademici, e servizi extra-curriculari da attivare.

 

Definire strategie di marketing

Conoscere il proprio pubblico target consente di sviluppare strategie di marketing più efficaci, posizionare i prodotti in modo appropriato e comunicare in modo più mirato.

In questo caso, un esempio è una scuola di lingue che ha bisogno di condurre ricerche di mercato per comprendere le abitudini di studio degli adulti e sviluppare strategie di marketing mirate che riescano ad arrivare e attirare un pubblico più ampio.

(Leggi: Strategie avanzate di marketing digitale per le scuole nel 2024: guida per professionisti)

 

Valutare la concorrenza

Monitorare le attività della concorrenza aiuta a capire come posizionarsi sul mercato e a differenziarsi in modo efficace. Un istituto di formazione potrebbe analizzare le offerte dei concorrenti per identificare punti di forza e debolezze e posizionarsi in modo unico nel mercato.

Magari questo istituto offre corsi online in diverse discipline, inclusi sviluppo software, marketing digitale e lingue straniere. Per mantenere una posizione competitiva nel mercato dell’istruzione online, l’istituto decide di condurre una ricerca di mercato per analizzare le offerte dei concorrenti. Sulla base dei risultati della ricerca rivede e migliora la propria offerta formativa, mettendo in evidenza i punti di forza identificati e affrontando le debolezze.

 

Sviluppare prodotti e servizi

La comprensione dei bisogni e delle preferenze dei consumatori consente di sviluppare prodotti o servizi che rispondono meglio alle esigenze dei tuoi prospect.

Un istituto di formazione professionale potrebbe aver la necessità di identificare le competenze più richieste dal mercato del lavoro locale e sviluppare corsi di formazione che soddisfino tali esigenze.

 

Identificare opportunità di mercato

Le ricerche aiutano a identificare nuove opportunità di mercato e a individuare settori in crescita o nicchie di mercato non ancora sfruttate.

Potremmo immaginare un istituto tecnico che cerchi di identificare nuove opportunità di mercato analizzando la domanda di corsi specializzati in settori emergenti, come la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale o le energie rinnovabili.

 

Ridurre il rischio

Le ricerche di mercato possono aiutare a ridurre il rischio nelle decisioni aziendali, fornendo dati solidi su cui basare le scelte.

Ad esempio, prima di lanciare un nuovo corso di formazione, un istituto potrebbe condurre ricerche di mercato per valutare la domanda e il livello di interesse degli studenti, riducendo così il rischio di investimenti non redditizi.

 

Ottimizzare gli investimenti

Investire in ricerche di mercato mirate può aiutare a ottimizzare l’allocazione delle risorse, evitando sprechi e concentrando gli sforzi su aree che offrono maggiori opportunità di successo. Un istituto potrebbe raccogliere, analizzare ed incrociare una serie di dati chiave (ad esempio popolazione residente, composizione e tendenze demografiche, reddito medio e potere d’acquisto della popolazione locale, facilità di accesso alla nuova sede, considerando mezzi di trasporto pubblico e privato, eccetera) per determinare la migliore posizione per aprire una nuova succursale o per concentrare gli sforzi di marketing in aree con un maggiore potenziale di crescita.

 

Meglio ricerche qualitative o quantitative?

Esistono diversi tipi di ricerche di mercato: la flessibilità e la personalizzazione dei metodi consente quindi di ottenere informazioni pertinenti e utili per prendere decisioni informate nel contesto specifico in cui una scuola opera.

I due grandi gruppi in cui si possono dividere sono: ricerche qualitative e quantitative.

 

Ricerche qualitative per capire i comportamenti

Le ricerche qualitative si concentrano sulla comprensione approfondita dei fenomeni, dei comportamenti e delle opinioni attraverso l’analisi di dati non numerici. Le ricerche qualitative mirano a comprendere il contesto, le motivazioni e le percezioni.

Si possono raccogliere questi dati attraverso tecniche come:

  • interviste;
  • focus group;
  • osservazioni partecipanti;
  • analisi di documenti. 

Un istituto scolastico potrebbe decidere di condurre una ricerca qualitativa per attuare un’indagine sul clima scolastico conducendo interviste approfondite con studenti, genitori e membri del personale (leggi: User Interviews: cosa sono e perché sono indispensabili). Le domande potrebbero riguardare il senso di appartenenza, il livello di supporto tra gli studenti, la percezione dell’efficacia delle politiche anti-bullismo e altre questioni rilevanti.

Oppure, potrebbe voler valutare i benefici, i punti di forza e le sfide del programma di tutoring. Potrebbe farlo attraverso osservazioni, o analisi dei documenti come i registri di presenze e le valutazioni per valutare il rendimento accademico degli studenti coinvolti.

 

Ricerche quantitative per fare previsioni

Dall’altro lato, le ricerche quantitative si basano sulla raccolta e l’analisi di dati numerici, che possono essere misurati e analizzati statisticamente. Le ricerche quantitative mirano a misurare le relazioni tra le variabili e a fare previsioni o generalizzazioni su una popolazione più ampia.

Si possono raccogliere questi dati attraverso tecniche come:

  • sondaggi;
  • questionari;
  • test standardizzati. 

Una scuola potrebbe valutare il livello di soddisfazione degli eventi di orientamento scolastico attraverso un questionario per capire quali sono i pensieri, le opinioni e le esigenze dei prospect rispetto, ad esempio, all’Open Day che avete organizzato. Oppure potrebbe valutare le prestazioni accademiche degli studenti confrontandole agli standard nazionali o regionali, o agli obiettivi prestabiliti; identificando eventuali discrepanze di apprendimento tra i diversi gruppi di studenti e valutando l’efficacia delle strategie didattiche utilizzate.

 

Non sprecare energie: usa i metodi e gli strumenti adatti

Spesso, i due approcci – qualitativo e quantitativo – possono essere combinati per ottenere una comprensione più completa di un determinato problema di ricerca.

Esistono molti strumenti e metodologie di ricerca: la flessibilità e la personalizzazione dei metodi consente quindi di ottenere informazioni pertinenti e utili per prendere decisioni informate nel contesto specifico in cui una scuola opera.

Nell’era digitale, la quantità di dati disponibili (sia primari, sia secondari) è cresciuta esponenzialmente grazie alla nostra costante connessione online e alla vasta adozione di dispositivi digitali. Ma il lato scomodo della medaglia è riuscire a  leggerli senza perdere la testa. Gestire, analizzare e trarre valore da questa mole di dati rappresenta una sfida (c’è un modo per leggere tanti dati senza perdere la testa).

Riuscire a farlo è cruciale: ti permette di estrarre insight significativi che possono influenzare decisioni aziendali, sviluppo tecnologico e persino modelli sociali.

Poter disporre di queste informazioni permette alle realtà di adattarsi in modo proattivo alle dinamiche del mercato, contribuendo a costruire e mantenere un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. Certo, la loro realizzazione può richiedere risorse ed energie, ma è uno sforzo consapevole e lungimirante necessario.

A volte, forzare il nostro cervello ad uscire dalla sua zona di comfort a pensare “out of the box” – fuori dagli schemi – può essere utile per iniziare a ragionare orientati verso il futuro e mettendoci nei panni dell’utente, nel caso della scuola nei panni degli studenti e dei prospect. Si può fare usando il Design Thinking, un approccio human-centered che accelera l’innovazione che porta a soluzioni concrete a problemi complessi.

Qualsiasi approccio tu scelga, per ottenere informazioni di valore è importante avere le idee chiare e pianificare attentamente una ricerca di mercato, definendo in modo chiaro obiettivi e metodologie.

Sapere è potere, è il nostro motto.
Se vuoi rimanere sul mercato e crescere dai un’occhiata a quello che facciamo nell’ambito della Strategia di Marketing, dall’analisi delle fondamenta, alla modellazione di un piano di azione personalizzato.

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Giulia Cattoni

Faccio quello che faccio da sempre: scrivo. Uso la scrittura per dare forma a pensieri e idee.
Da piccola consumavo pagine e pagine per descrivere le mie avventure quotidiane sul diario, oggi uso il linguaggio per creare testi efficaci, contenuti digitali, e organizzarne la gestione.
Mi piace trovare le parole giuste, mettere ordine ai testi e renderli chiari, e creare contenuti accessibili, piacevoli e utili.

Faccio parte del team di Education Marketing Italia dal 2016: ho iniziato come autrice del blog e negli anni ho ampliato i miei ruoli. Oltre alla produzione e gestione dei nostri contenuti, affianco i miei colleghi nella gestione degli open day e nelle attività di design thinking.
Dal 2023 mi occupo in prima linea della cura del nostro brand: dalle mie mani passano piani editoriali, articoli, post, newsletter, webinar e la strategia che li tiene insieme.

Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Sono stata istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco.

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