Dislessia: come progettare slide e testi adatti

Il bambino dislessico deve impegnare al massimo le sue capacità e le sue energie: dovrai quindi rendere le slide semplici e immediate. Ecco come:

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Se sei un insegnate o lavori nelle scuole, ti può essere capitato di usare slide come ausilio della didattica a distanza, come materiale di studio o come slide da proiettare durante le videolezioni. Oppure, potresti averle usate per condurre eventi a distanza, come riunioni con i genitori o Open Day. In ognuno di questi casi, quando prepari una presentazione devi pensare come prima cosa alle parole del tuo discorso: esse dovranno diventare messaggi chiari e diretti capaci di trasmettere informazioni leggibili e fruibili da tutti.

 

Attenzione particolare ai DSA

Durante la realizzazione di slide dovrai tenere conto di tanti accorgimenti per ottimizzare la fruizione dei tuoi contenuti tra cui alcuni che aiuteranno in particolare bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento.

I casi di disturbi dell’apprendimento e soprattutto di dislessia sono in aumento tra gli studenti in Italia: secondo i dati diffusi dal Miur, tra il 2015 e il 2019 le certificazioni per dislessia (disturbo nell’imparare a leggere) sono aumentate dell’88,7%, arrivando a toccare un totale di 177mila studenti.

Il bambino dislessico può leggere e scrivere ma non riesce a farlo in modo fluente, deve impegnare al massimo le sue capacità e le sue energie: per questo accade che si stanchi più rapidamente. Dovrai quindi rendere il testo delle slide semplice e immediato per rendere le tue slide facili da processare e mantenere l’attenzione sempre alta. La buona notizia è che in questo modo la tua presentazione sarà più efficace e coinvolgente non solo per ragazzi con difficoltà del linguaggio, ma per tutti quanti.

 

Da dove partire

Per prima cosa ragiona sul tono e sullo stile della tua presentazione riflettendo sul tuo “pubblico”. A questo punto puoi riflettere sul discorso, organizzarlo in macro argomenti e definire i concetti principali e le parole chiave per ogni punto. Se hai bisogno di approfondire questi passaggi, ti proponiamo un breve ripasso leggendo il nostro articolo “I 5 step per realizzare slide efficaci per openday”.

Dopo i primi step puoi concentrarti sui contenuti. Le tecniche che ti suggeriamo fanno sì che lo sforzo cognitivo possa incentrarsi sulla comprensione dei concetti in sé e non, al contrario, sulla “decifrazione” di slide costruite senza la dovuta attenzione. Sarà un lavoro impegnativo ma noterai come gli accorgimenti che vanno incontro a chi ha disturbi specifici come la dislessia renderanno le slide migliori in generale, più chiare, efficaci e coinvolgenti a chiunque le stia guardando.

 

Lessico e organizzazione del testo

Costruisci frasi lineari, semplici a livello sintattico, per evitare un eccessivo carico cognitivo, a scapito della strumentalità di lettura e organizza i concetti in modo logico e schematico.

  • Prediligi forme attive e al modo indicativo
  • Non usare doppie negazioni
  • Non usare frasi con troppi pronomi
  • Usa frasi brevi.
  • Evita subordinate e preferisci le coordinate.
  • Nei testi narrativi sostituisci gli eventuali flash-back con un più semplice e intuitivo ordine cronologico.
  • Nei testi informativi o di studio raggruppa le informazioni per blocchi tematici.
  • Nelle slide per videolezioni esprimi un solo concetto per slide.
  • Usa i titoli per distinguere i paragrafi.
  • Vai spesso a capo ma, per garantire la leggibilità del testo, limita il numero di righe in ogni slide. Per farti un’idea, puoi usare la regola del 6 per 7: 6 parole per riga e 7 righe per diapositiva.
  • Usa un lessico semplice, in base all’età e alle difficoltà della classe.
  • Non sillabare le parole: vai a capo direttamente.

 

Stile e grafica

Scegli correttamente font, grandezza, interlinea e crea layout che guidino dolcemente l’occhio di chi guarda le slide accompagnandolo verso la comprensione delle informazioni più importanti.

  • Usa fonts senza grazie (i cosiddetti “sans serif”). In una presentazione sono adatti, ad esempio, caratteri come: Calibri, Verdana, Lucida Sans, Segoe UI, Helvetica, Tahoma. I caratteri con le grazie, come il Times New Roman, possono creare confusione e far apparire le lettere attaccate tra loro. In generale, si consiglia di evitare tipi di carattere compressi, elaborati, con spessori di linea irregolari.
  • Usa una dimensione del carattere almeno di valore uguale a 18.
  • Usa un’interlinea con valore 1,5 o doppia.
  • Evita i tipi di carattere corsivo e sottolineato; se vuoi evidenziare i concetti meglio usare il grassetto oppure raggruppare concetti correlati per colore.
  • Prediligi lo stampatello maiuscolo piuttosto che lo stampatello minuscolo: è più facile da leggere perchè stanca meno la vista.
  • Fai attenzione allo sfondo delle slide: usa un bianco crema evitando il bianco standard che, a volte, può provocare un bagliore che far sembrare il testo sfocato e può compromettere la leggibilità del testo. Il testo deve invece essere scuro.
  • Usa un layout grafico strutturato che dia ordine alla slide: scrivi ogni frase e concetto in box di testo e disponibili immaginando l’area della slide come a scacchiera. In questo modo potrai curare gli allineamenti reciproci e badare che ogni elemento sia ben distanziato da spazio vuoto.
  • Fai spiccare i concetti importanti! Crea strutture visive e blocchi di informazioni con colori e grandezze diversi: immagina che l’occhio debba avere due o tre àncore in cui appoggiarsi nella slide, che devono corrispondere alle cose da ricordare: puoi guidare l’occhio colorando alcuni dei box di testo per distinguerli dagli altri creando contrasti di colore; oppure puoi dare risalto solo ad alcune parole chiave usando il testo in grassetto (non usarlo su a intere frasi o, peggio, come default nella slide itera!), usando il comando “evidenziatore”, oppure creando evidenti differenze di grandezza di font.
  • Allinea il testo a sinistra. Meglio non usare lo stile di testo giustificato che rende lo spazio tra le parole variabile, caratteristica che non aiuta i movimenti saccadici, ovvero i rapidi movimenti degli occhi eseguiti per portare la zona di interesse alla massima acutezza visiva (fonte: “Saccade – Wikipedia“).
  • Usa molte immagini e icone per esprimere concetti: correda il testo di immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza affollare le pagine (meglio quindi usare una sola immagine, un solo schema e una sola tabella per ogni pagina).

 

EasyReading: un font speciale

La scelta del font è un passaggio decisivo. Lo sanno bene gli studiosi che hanno inventato, dopo anni di ricerche, EasyReading, un font perfezionato per essere il più comprensibile possibile a chi soffre del disturbo dislessico. EasyReading ha la particolarità di essere un ibrido tra il serif e il sans serif: è realizzato infatti con la combinazione di lettere dotate di grazie e lettere senza grazie. Le grazie, in particolare, sono state realizzate apponendo specifici allungamenti ortogonali alle estremità delle lettere, impedendo così la confusione di quelle simili per forma. Mentre i caratteri ben distanziati impediscono la percezione di affollamento.

 

Materiali a supporto

Un ulteriore consiglio è distribuire le slide dopo la presentazione. La cosa migliore è creare due versioni della stessa presentazione: la prima versione sarà quella da proiettare, ricca di parole chiave e concetti snelli e di grande effetto visivo la cui spiegazione avverrà oralmente; la seconda verrà fornita separatamente e sarà adattata per essere consultata senza relatore o insegnate e quindi arricchita di approfondimenti e chiarificazioni testuali.

Segnaliamo, infine, la guida redatta dalla British Dyslexia Association, un’associazione inglese, che raccoglie ulteriori indicazioni stilistiche per la creazione di materiale didattico che faciliti l’apprendimento per chi soffre di dislessia: il testo deve essere chiaro, “pulito”, senza inquinamento visivo.

 

Quando le diapositive sono costruite in modo accorto, la capacità di persuasione verso chi ci ascolta può aumentare molto. Testi semplici a livello sintattico e lessicale, e capaci di favorire la percezione visiva saranno specialmente utili quando dovremo agevolare alunni con DSA. Lo sforzo cognitivo sarà focalizzato sui contenuti che verranno compresi meglio e ricordati più a lungo favorendo, oltretutto, l’esperienza dell’intera classe.

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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