Mantenere attivi gli studenti: il metodo di Prof Digitale

Il modello didattico delle 5E può essere efficaciemente applicato per mantenere i ragazzi attivi in tutte le fasi. Prof Digitale spiega come lo utilizza nelle sue classi

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Alessandro Bencivenni, alias Prof Digitale, insegna francese in un liceo di Arezzo ma è conosciuto da tantissimi docenti e formatori perché è diventato un punto di riferimento per chiunque cerchi consigli e spiegazioni su come applicare le tecnologie in classe e potenziare la didattica.

Alessandro è spigliato, solare e appassionato del suo lavoro. Sempre aggiornato sulle ultime tendenze e novità, lo avevamo conosciuto personalmente e intervistato nel 2019 per farci spiegare come poter applicare la Realtà Aumentata a scuola.

Quest’anno lo abbiamo contattato per chiedergli dei consigli per la didattica a distanza e lo abbiamo invitato come ospite speciale del webinar “Didattica digitale attiva: come essere coinvolgenti, efficaci e collaborativi”.

 

Se ti sei perso il webinar oppure hai voglia di rivederlo e condividerlo, trovi qui il link. Di seguito, invece, ti raccontiamo come è andata.

 

“La Dad ci ha insegnato che le lunghe lezioni cattedratiche e le paginate di esercizi assegnati da un incontro all’altro, il basarsi solo sull’insegnamento sincrono, le attività identiche per tutta la classe non possono funzionare.

Tutti noi professori corriamo il rischio di parlare da soli tutte le mattine quando accendiamo la webcam e ci rivolgiamo a una classe fatta di tante piccole icone fisse e spente, senza nessun volto che si anima. La soluzione è passare a un modello attivo, cioè ad una serie di azioni che ci consentono di tenere sempre agganciati i nostri ragazzi”.

 

Alessandro mostra il cosiddetto “The 5E Inquiry-Based Instructional Model” l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento descritto dal National Research Council americano: Engage, Explore, Explain, Elaborate, Evaluate. In italiano le azioni sono Coinvolgi, Esplora, Spiega, Elabora e Valuta: Alessandro descrive il metodo offrendo spunti e suggerimenti su come approcciarlo in ogni step.

 

1 – COINVOLGI

“Possiamo cominciare a coinvolgere gli studenti utilizzando Classroom o Jam Board, che è diventato una delle applicazioni Google più utilizzate dai docenti. Organizziamo quindi un veloce brainstorming per identificare le conoscenze pregresse chiedendo ai ragazzi:

cosa ne pensi dell’argomento proposto? Cosa ti chiedi? Cosa ti incuriosisce di più, Cosa ne sai? Dove lo hai imparato/sentito?

Gli studenti spesso hanno molte conoscenze pregresse e noi abbiamo il compito di tirarle fuori: stimoliamo l’alunno in prima persona, mettiamo le storie a disposizione della classe, e creiamo una sorta di spoiler che e andrà a aumentare il coinvolgimento”.

 

Possiamo farlo anche con Classroom usando la funzionalità  Domanda nella sezione Lavori del Corso che può comprendere una risposta breve o a scelta multipla. Le risposte sono libere e spontanee: chiarite che in questa fase non si mette alcun voto”.

 

Vorreste uno spunto per uno strumento esterno, pratico e innovativo? Alessandro suggerisce Slido che permette di creare sondaggi, quiz e brainstorming dal vivo e in modo amianto.

 

2 – ESPLORA

La fase di esplorazione prevede una consultazione autonoma di alcuni contenuti che si sono precedentemente preparati da parte dei ragazzi. Lo scopo è farli avvicinare ad un argomento guidati dalla loro personale curiosità. I contenuti possono essere inseriti in Classroom nello Stream oppure tra i Materiali del Corso. “Chiedo ai ragazzi di esplorarli” sottolinea Alessandro “non di studiarli! Seleziono dei materiali multimediali che mi possano aiutare nella fase successiva in cui costruirò la spiegazione sulla base di quello che gli ho fatto esplorare. Questa è una fase in cui devo rendere il mio alunno attivo, voglio che proceda verso una scoperta. Posso caricare video di youtube, ma che siano brevi, che introducono semplicemente l’argomento; oppure contenuti scientificamente validati, un breve articolo, o anche materiali prodotti da altri insegnanti. Gli spunti devono essere quanto più eterogenei: è giusto che si includa sia testo, sia immagini, sia mappe, sia video per sollecitare varie tipologie di stili di apprendimento”.

 

3 – SPIEGA

L’azione qui torna di nuovo in capo all’insegnante: dopo l’esplorazione, che serve a costruire un substrato di conoscenze, lo studente non viene lasciato solo. Usiamo l’esplorazione come base su cui creare la spiegazione completa. Evidenziamo i collegamenti che rimandino ai materiali esplorati per sollecitare gli studenti e attivare il loro pensiero”.

Uno strumento in questa fase è chiaramente la lezione sincrona. Alessandro rimarca l’importanza di chiedere agli studenti di utilizzare la chat, di chiedere feedback, di invitarli ad aprire il microfono.

“La lezione asincrona può invece servire come supporto all’apprendimento ad esempio creando dei contenuti sugli errori comuni e come prevenirli, sui passi falsi, in modo da tamponare le debolezze dei nostri alunni”.

Non esagerate però! Non registrate video più lunghi di 5 minuti, soprattutto se state sperimentando queste modalità per le prime volte. I ragazzi non sono abituati al modello di videolezione asincrona. Non immaginatela come una lezione ulteriore ma come qualcosa che possa solo chiarire alcuni punti esposti nella lezione sincrona: come approfondimento e supporto”.

Si può quindi usare Meet, Zoom per la lezione sincrona oppure Screencastify: con questo programma è possibile registrare quello che succede sul proprio computer. Contemporaneamente alla spiegazione orale si possono quindi aprire immagini, libri di testo digitali, presentazioni, eccetera, e mostrarli per aumentare l’efficacia delle parole.

Il filmato poi può essere messo su Classroom.

 

4 – ELABORA

Ora tocca allo studente ricreare le connessioni tra i concetti esposti durante la video lezione, le sue esplorazioni e anche tra le situazioni che appartengono al mondo reale, alla vita di tutti i giorni. Si può pensare di creare delle attività pratiche, laboratoriali per realizzare artefatti che implichino di usare le conoscenze apprese. “Io insegno francese. Per applicare i nuovi termini che avevamo imparato in classe riguardanti l’ambito del turismo ho chiesto loro di realizzare una brochure di un hotel”. Si possono quindi usare presentazioni, documenti, moduli, o anche Flip Grid, che permette agli studenti di registrare un video o un audio in modo immediato, in cui possono esporre quello che hanno imparato. È importante proporre queste attività in maniera regolare per poter tenere gli studenti sempre sotto controllo.

 

5 – VALUTA

“Abbiamo quindi creato diversi momenti in cui abbiamo potuto osservare il comportamento dei nostri ragazzi. Hanno partecipato? Sono stati attivi? Si sono interessati? Hanno centrato l’obiettivo formativo?”

In che modo possiamo restituire un giudizio? Attraverso una valutazione formativa, una valutazione fra pari, con dei test e dei quiz, con delle riflessioni sotto forma di audio o video, e ovviamente anche attraverso le classiche verifiche orali.

 

Si può decidere di guidare l’esposizione attraverso un canovaccio, così che l’insegnante possa essere sicuro che l’alunno tocchi i punti salienti della lezione. “In questa fare, a me piace molto far creare dei video agli studenti. La mia istruzione è: invia il tuo video su Google Classroom e poi guarda almeno 4 video dei tuoi compagni e fornisci un feedback. Chiediti: sono stati efficaci nella spiegazione? Hanno inserito particolari che tu non hai inserito nella tua? Come valuti il video in una scala da 0 a 10 come risorsa didattica?”

La valutazione tra pari è un atto di metacognizione molto efficace: permette allo studente di riflettere sull’argomento di studio in modo critico sia analizzando il lavoro di altri sia rielaborando il proprio pensiero. Guardando gli altri video lo studente non solo attua un ripasso, ma è spinto a riflettere anche da punti di vista differenti, quelli dei compagni, aumentando notevolmente il proprio l’interesse per il fatto che i materiali sono stati costruiti proprio da loro e non da anonimi autori di un libro.

 

Infine, Alessandro lascia un esempio di Lesson Plan basato sul metodo descritto che ripercorre le tappe Coinvolgi, Esplora, Spiega, Elabora e Valuta proponendo per ognuna esercizi e strumenti immaginando una lezione di scienze sulla respirazione cellulare.

 

La risorsa è disponibile a questo link.

 

“Tutto quello che abbiamo visto si deve poi modellare a seconda del ciclo di scuola. È possibile riutilizzare lo stesso schema adattando gli obiettivi e i materiali. Ovviamente, il lavoro che si chiede in fase di rielaborazione dipende dell’età dei ragazzi. Il lavoro per una seconda elementare è diverso da quello di seconda media o di una seconda superiore: dovrà essere più accompagnato, o realizzato insieme nel momento in cui siamo in classe.
In ogni caso, il modello delle 5E funziona. E non l’ho inventato io. Esiste dagli anni ‘80. L’abbiamo riscoperto adesso perché in un contesto di didattica a distanza riesce maggiormente a mantenere i ragazzi attivi in tutte le fasi, che è proprio quello di cui abbiamo bisogno”.

Scopri i nostri prossimi webinar dedicati alla comunicazione per le scuole sulla pagina di EventBrite.

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Giulia Cattoni

Faccio quello che faccio da sempre: scrivo. Uso la scrittura per dare forma a pensieri e idee.
Da piccola consumavo pagine e pagine per descrivere le mie avventure quotidiane sul diario, oggi uso il linguaggio per creare testi efficaci, contenuti digitali, e organizzarne la gestione.
Mi piace trovare le parole giuste, mettere ordine ai testi e renderli chiari, e creare contenuti accessibili, piacevoli e utili.

Faccio parte del team di Education Marketing Italia dal 2016: ho iniziato come autrice del blog e negli anni ho ampliato i miei ruoli. Oltre alla produzione e gestione dei nostri contenuti, affianco i miei colleghi nella gestione degli open day e nelle attività di design thinking.
Dal 2023 mi occupo in prima linea della cura del nostro brand: dalle mie mani passano piani editoriali, articoli, post, newsletter, webinar e la strategia che li tiene insieme.

Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Sono stata istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco.

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