Il futuro del settore EdTech

Ma perché è così importante la digitalizzazione dei servizi? La risposta è nella conseguente diminuzione dei costi e quindi, nell’aumento dell’efficienza e delle possibilità di espansione.

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Tra i cambiamenti più interessanti che ha portato la pandemia di Covid-19 c’è senza dubbio l’incremento dell’utilizzo della tecnologia. È chiaro che si tratta di una “rivoluzione” abbastanza diffusa già da prima dello scorso marzo che però ha subito una forte accelerazione proprio a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia.

In questi mesi, per chi come noi si occupa del mondo scolastico, questo forte cambiamento è stato ancora più evidente. Basti pensare, infatti, alla didattica a distanza utilizzata dalle scuole di ogni grado e dalle università – ne abbiamo parlato in tantissimi articoli in quest’anno di pandemia. Questo sistema, nel corso dei mesi, si è radicato nella vita scolastica (non senza difficoltà) e, ad oggi, sembra difficile immaginare uno scenario in cui la DAD diventi solo un ricordo. Anzi, c’è da augurarsi che trovi un suo giusto spazio all’interno di quella che chiamiamo DDI – Didattica Digitale Integrata.

 

Secondo HolonIQ – come evidenziato in un articolo di Ninja Marketing – nel corso degli ultimi due anni l’importo speso in EdTech (il mercato della “tecnologia dell’istruzione”) a livello globale sarebbe aumentato di 158 miliardi di dollari, passando da 183 miliardi nel 2019 a 341 stimati entro il 2025. Nonostante i numeri già straordinari, a seguito del Covid la cifra definitiva è calcolata intorno ai 404 miliardi di dollari. La stima, chiaramente, comprende ogni forma di tecnologia che offra mezzi alternativi per l’apprendimento e la formazione, tra cui, per esempio, realtà virtuale, realtà aumentata o intelligenza artificiale.

 

Si tratta di un aspetto su cui il Covid ha sicuramente funzionato da “acceleratore”, spingendo con decisione la didattica verso la tecnologia e senza lasciare alternative.

Una spinta che avviene in un momento storico in cui si stima che, entro il 2050, ci saranno 2 miliardi di studenti in più in tutto il mondo. Una cifra che nasce dalla tesi che nei prossimi anni assisteremo ad un incremento delle classi medie benestanti nei mercati che sono in questo momento in via di sviluppo. E grazie a questo tipo di crescita, si avvertirà sempre più forte il bisogno di accedere all’istruzione e di didattica “tecnologica” laddove c’è carenza di infrastrutture fisiche.

 

 

Ma perché è così importante la digitalizzazione dei servizi? La risposta è nella conseguente diminuzione dei costi e quindi, nell’aumento dell’efficienza e delle possibilità di espansione.

Tuttavia, il mondo dell’educazione è ancora estremamente in ritardo sull’evoluzione digitale e spesso non riesce a tenere testa all’enorme crescita che sta vivendo. Nel 2019, infatti, solo il 3,1% della spesa totale per l’istruzione a livello globale era dedicata al digitale.

 

 

Il potenziale è stato notato non solo dai venture capitalist, con una crescita enorme degli investimenti tra il 2010 e il 2020, ma anche per gli investitori regolari, soprattutto negli ultimi 5 anni.

 

 

Siamo quindi davanti ad un settore dall’enorme potenzialità, con una prospettiva di crescita della domanda che ha dell’incredibile ma, dall’altra parte, un settore che è in ritardo sulla digitalizzazione e con un livello di sotto-investimento importante. Un settore, insomma, da continuare ad osservare e studiare nei prossimi anni.

Valeria Alinei

Professionista nel campo del Marketing e della Comunicazione. Grazie ad un background accademico internazionale, ha svolto ricerche in merito all’applicazione del marketing al settore dell’istruzione, a partire dal lavoro di Tesi magistrale dal titolo “Higher Education Marketing a supporto dell’internazionalizzazione delle Università”, che le è valso una Menzione Speciale da parte dell’AICUN - Associazione Italiana Comunicatori d’Università. Ha collaborato con l’Ufficio Marketing dell’Università Cattolica di Milano ed è - dal 2016 - una firma stabile del blog di Education Marketing Italia. Nel dicembre 2019 ha pubblicato con la McGraw-Hill il suo primo libro dal titolo "Education marketing. Strategie e strumenti per comunicare il valore nel mondo dell'istruzione".

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