Le migliori strategie organizzative per la gestione della classe

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Quando si parla di gestione della classe si intende tutto ciò che l’insegnante può mettere in atto al fine di creare coinvolgimento e cooperazione tra gli alunni, instaurando un clima positivo, favorevole all’apprendimento del gruppo classe, che necessita di regole implicite ed esplicite.

Luigi D’Alonzo, docente ordinario di Pedagogia Speciale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sottolinea che “gli alunni hanno bisogno di essere allettati dalle attività didattiche. È necessario che il docente sia “affascinante” (da “recitare” in modo solenne); deve esercitare un’influenza sugli alunni per condurli verso mete educative più elevate solo tramite le proprie doti umane e professionali. La proposta formativa va presentata con “trasporto” (da “portare” al di là): l’allievo va portato “oltre” con impeto, entusiasmo, passione, cioè comunicando il desiderio del proprio lavoro e la capacità di credere in ciò che si fa.” (L. D’Alonzo, Come gestire la classe nella pratica didattica. Guida Base, Giunti, 2012)

La capacità di realizzare una situazione organizzativa ad hoc, richiede il possesso delle “competenze fini” da parte dell’insegnante, ossia la flessibilità di adattarsi alla situazione, che di volta in volta, si presenta diversa. Questo concetto richiama alla mente le competenze che Aristotele definiva “habitus”, cioè quei comportamenti sviluppati attraverso un aggiustamento progressivo nel tempo.

La gestione della classe concerne tutto quello che un insegnante può mettere in atto per attirare e mantenere l’interesse della classe, una competenza da affinare quotidianamente. Si intende con ciò un insegnamento che non consideri solo il rimprovero e la punizione per assicurare l’ordine nella classe. Se fino a ieri, infatti, la scuola prevedeva una disciplina che riprendesse l’alunno, minacciando convocazioni dei genitori o sospensioni, oggi, si cerca di conoscere a fondo gli studenti, comprendere le eventuali problematiche familiari o tensioni psicologiche alla base del comportamento scorretto mostrato in aula.

Ancora spesso, infatti, l’opinione pubblica tende a concentrarsi sul risultato didattico sottovalutando quanto la relazione tra insegnante e alunno sia alla base dell’apprendimento educativo, decisivo nel formare (per approfondire questo aspetto puoi leggere l’articolo “La comunicazione efficace tra insegnante e alunno“).

L’importanza di creare un clima positivo in classe

Una buona gestione della classe, che favorisca dunque l’apprendimento, è imprescindibile dalla creazione di un buon clima.

Secondo lo studioso Freiberg, (H.J. Freiberg (Ed.), School climate: Measuring, improving and sustaining healthy learning environments, Falmer Press, 1999, Philadelphia), in riferimento ad un clima piacevole, gli insegnanti devono prestare attenzione a cinque elementi:

  1. Prevenzione, nei confronti degli atteggiamenti di impulsività, bullismo, e disagio individuale
  2. Cura degli studenti, individuando i bisogni e le modalità di apprendimento individuali
  3. Cooperazione, creare una situazione di collaborazione e socialità tra gli studenti
  4. Organizzazione, seppur il docente deve essere in grado di adattarsi a situazioni mutevoli, dovrebbe elaborare un piano d’azione specifico e non improvvisato
  5. Comunità, spingere verso la condivisione di valori il gruppo classe

Esistono poi attività specifiche, app e sussidio dello psicologo: tutti questi strumenti possono aiutare nel risolvere problemi complessi (qui alcuni esempi pratici per gestire aule particolarmente difficili).

Ambiti di intervento dell’insegnante

“Gli insegnanti prendono ogni giorno circa 500 decisioni di conduzione della realtà di classe, che rende il loro lavoro secondo come complessità e stress solo a quello dei controllori di volo del traffico aereo”, (Jones Fredric, Positive Classroom Discipline, 1987).

Gestire la classe non è quindi facile, anche in considerazione del fatto che si tratta di un compito che riguarda ambiti diversi di intervento:

  • Organizzazione dello spazio classe: collocazione dei banchi, dei posti a sedere e delle tecnologie presenti in aula, per favorire l’apprendimento (P. C. Rivoltella, S. Ferrari, A scuola con i media digitali. Problemi, didattiche, strumenti. Vita e Pensiero, 2010)
  • Organizzazione didattica: modalità di svolgimento delle lezioni e delle attività da svolgere (D. Laurillard, Insegnamento come scienza della progettazione. Costruire modelli pedagogici per apprendere con le tecnologie, Franco Angeli, 2015)
  • Scelta dei modelli comunicativi: organizzare la comunicazione più appropriata al momento (frontale, di gruppo…)

 

Consigli utili

  • Richiama all’ordine ma senza alzare la voce, ignorare quando possibile, provando a restare muti in attesa che la classe faccia silenzio. È probabile che sarà il gruppo classe a riprendere coloro che non tacciono.
  • Incoraggia gli studenti meno meritevoli quando si comportano bene per motivarli a continuare.
  • Instaura una sana competizione, ad esempio, nelle scuole primarie, si possono assegnare dei punti per i comportamenti corretti, e detrarre altri in caso contrario (un po’ in stile Scuola di Hogwarts nei libri di Harry Potter), consegnando un premio, come un certificato o una coccarda di merito, a fine anno.
  • Inizia con un ruolo più rigido per poi ammorbidirti nel corso del tempo, è importante per gli studenti sapere sin dall’inizio quali sono i limiti.
  • Non umiliare gli studenti, aspetta la fine della lezione per chiedere un confronto privato
  • Costruire un sistema di segnali verbali e non verbali per richiamare l’attenzione, come ad esempio, battere le mani, modificare il tono della voce, fare un’espressione di disappunto…
  • Elogiare i comportamenti positivi davanti all’intera classe.
  • Cercare di creare continuità durante la lezione, non interrompere il discorso per effettuare un rimprovero, se possibile, continuare il discorso fissando negli occhi l’alunno che sta disturbano la classe.

 

Collaborazione con i colleghi

La condivisione delle problematiche con i colleghi non è un elemento da sottovalutare, permette di individuare nuove strategie organizzative nella classe, e delle linee comuni da seguire, per non creare confusione negli studenti tra le varie metodologie organizzative, migliorando così i risultati.

La condivisione, inoltre, consente di incrementare la socialità tra colleghi, che a sua volta consente di diminuire le ansie e le preoccupazioni lavorative. Al contrario, un mancato scambio comunicativo e collaborativo del corpo docente potrebbe creare tensioni e ostacoli, con il rischio di ripercussioni sull’organizzazione del gruppo classe.

Il sociologo Philippe Perrenoud, (P. Perrenoud, Dix nouvelles compétences pour enseigner. Invitation au voyage, Paris, ESF, 1999), identifica tre principali forme in cui la collaborazione tra colleghi può esplicarsi:

  1. Un lavoro di collaborazione che si limita allo scambio di idee e informazioni
  2. Una collaborazione che porta ad un coordinamento di tutte le pratiche di classe
  3. Un lavoro che spinge i docenti ad assumere collettivamente la responsabilità della classe e la gestione della stessa.

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Ilenia Valleriani

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa, successivamente alla laurea triennale in Scienze della Comunicazione, presso l’Università La Sapienza di Roma.

Insegnante nella scuola superiore di secondo grado, dal 2017 ho iniziato l’attività di content writer, in particolare sui temi del marketing e della comunicazione, per seguire la passione che coltivo sin da bambina: la scrittura.

Da luglio 2021 collaboro con il blog di Education Marketing Italia.

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