Scegli un’ottica SEO per aumentare la visibilità della scuola tra i genitori

Le scuole americane primeggiano nelle strategie SEO per attirare i genitori a visualizzare il proprio sito web. Vediamo quali sono gli accorgimenti da imitare.

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Prima di scegliere la scuola per il proprio figlio, ogni genitore mette in atto un’attenta ricerca, valutando i pro e contro sulla base delle esigenze e delle predisposizioni dei figli, con l’obiettivo di comprendere quale istituto risulterà migliore negli anni a venire.

Le modalità di ricerca sono diverse, ma la prima fra tutte, oggi, è quella che si svolge in modalità online: alzi la mano chi, nella ricerca della scuola per il bambino, come prima cosa, non ha fatto una ricerca sul web?

Per questo, la presenza online dell’istituto scolastico è di primaria importanza ai fini della sopravvivenza dello stesso, ma soprattutto lo è la facilità nella ricerca.

 

SEO per le scuole

Applicare una strategia SEO (Search Engine Optimization) permette di posizionarsi nei risultati di ricerca dei motori di ricerca (come Google o Bing) facendosi trovare dai genitori. Una buona SEO permette quindi di migliorare la brand awareness della scuola, cioè la consapevolezza nei confronti del brand, spingendo il genitore a cliccare il link dell’istituto per saperne di più.

Il report di HEM (education marketing solutions), evidenzia i principali accorgimenti seguiti dalle scuole del panorama americano, da cui prendere spunto anche per il comparto italiano.

 

Comprendere i genitori

Il primo passo da compiere, prima ancora di attirare gli studenti, è convincere i genitori. Saranno loro, nella maggior parte dei casi, ad effettuare le ricerche, e, in ogni caso, rappresentano il pubblico più esigente da conquistare.

Occorre comprendere le esigenze educative, le motivazioni, le richieste che spingono un genitore ad interessarsi ad una scuola piuttosto che ad un’altra. Ogni scelta richiede di valutare più fattori contemporaneamente, ad esempio, se si tratta di scuole internazionali, se i professori hanno un curriculum interessante, se la scuola segue un metodo specifico, se si effettuano attività extra-scolastiche, se la scuola aderisce ad un progetto di internazionalizzazione

È opportuno sviluppare una vera e propria “scheda genitore” una buyer persona, in modo da avere presente ciò che effettivamente il target ricerca, per poter creare così dei messaggi personalizzati che evidenziano esattamente quelle informazioni che risulteranno interessanti nelle ricerche genitoriali. Si potrebbe, ad esempio, creare dei messaggi focalizzati sulla cultura scolastica, sul metodo di insegnamento, sull’importanza delle lingue, sui requisiti di ammissione, sulle rette annuali…

 

Potenziare la visibilità del sito nelle query di ricerca

È importante che il sito appaia in cima alla SERP (search engine results pages), ovvero la pagina dei risultati del motore di ricerca. Affinché questo accada possono essere applicate diverse strategie SEO:

  • Targeting delle parole chiave, probabilmente è la più importante tra le strategie, ogni query di ricerca inizia, infatti, con una parola chiave. Secondo le statistiche, il 71% dei marketer intervistati nel 2021, ha ritenuto che la scelta delle parole chiave risulta essere la strategia numero uno per migliorare il posizionamento dei contenuti e la visibilità del sito web nel motore di ricerca. Le parole chiave vanno utilizzate nel titolo, nelle prime 100 parole del testo, nell’URL e nella meta-description (il testo che appare sotto il titolo della pagina dei risultati di ricerca). Per inserire delle parole chiave che risultino veramente utili, è necessario conoscere quali sono quelle più digitate dai genitori. Analizzando il volume mensile di ricerca si  individuano le parole più inserite dal target durante la ricerca, consentendo così di inserirle strategicamente nei propri contenuti.
  • Strategia di link Building, consiste nel processo di acquisizione di collegamenti ipertestuali che re-indirizzino gli utenti da un sito web al proprio. I collegamenti, noti come backlink, misurando il così detto SEO off-page, indicano ai motori di ricerca l’affidabilità del proprio sito web, influendo positivamente sul posizionamento. I motori di ricerca valutano la quantità di backlink che portano al sito, oltre che la frequenza e la freschezza dei link stessi. Dove inserire i link ipertestuali? In un proprio blog, o ancora meglio, in un profilo su piattaforme dedicate al tema, è infatti probabile che i genitori controllino siti terzi per valutare le recensioni. L’attenzione va prestata ad evitare che vi siano eventuali link “interrotti” (che non conducono più a nessun indirizzo), perché ciò renderebbe il sito obsoleto, così come i link “duplicati”, che confondono Google nell’ordinare i contenuti della pagina, danneggiando il ranking SEO.
  • Scrivere contenuti di qualità in modo continuativo, ossia pubblicare articoli interessanti, anche interventi di alunni, genitori e professori, consente di essere visualizzati più facilmente dal target di riferimento. Per amplificare i contenuti è importante la complementarità con i social media, che consentono di promuovere ogni singolo post e aggiornamento, anche solo per mantenere viva l’attenzione nelle ricerche.

 

Ottimizzazione del sito web

Per migliorare i contenuti del sito web, è bene tenere a mente alcuni accorgimenti funzionali alla posizione nel ranking di ricerca:

  • Inserire delle immagini e dei video accattivanti, che spingono l’utente a visitare il sito
  • Mantenere i contenuti “freschi” e aggiornarti e, nello stesso, tempo è bene postare risorse  “senza tempo”, che possano risultare utili anche dopo tempo dalla pubblicazione
  • Strutturare in modo adeguato l’architettura della pagina web, inserendo i titoli H1, H2, H3 (ossia suddividendo il testo in titolo, sottotitoli, paragrafi…)
  • Valutare la qualità dei contenuti sulla base delle preferenze del pubblico target
  • Ottimizzare i contenuti per essere compatibili con qualsiasi device, in particolare con lo smartphone, lo strumento che più frequentemente viene utilizzato nella quotidianità
  • Attenzione alla velocità del sito: uno studio rivela che la probabilità che un utente rimbalzi è aumentata del 32% se un sito si carica lentamente. I motori di ricerca tendono a favorire i siti web con tempi di caricamento rapidi. Lo strumento utile nella suddetta misurazione è Google PageSpeed Insights che, oltre a evidenziare la velocità del sito, è in grado di consigliare cosa debba essere modificato perché causa di eventuali rallentamenti del caricamento.

 

Miglioramento della SEO locale

Molto spesso i genitori ricercano le scuole valutando la vicinanza da casa e quindi la facilità nel raggiungere l’istituto. È opportuno impostare quindi una strategia di SEO locale, in modo che la scuola appaia nelle ricerche che hanno un intento locale, ad esempio con il nome della città oppure come “scuola vicino a me” e ricerche simili. Pubblicare le attività culturali dell’area, collegate all’istituto rappresenta un ottimo stratagemma, o anche creare pagine diverse per ogni eventuale sede della scuola, nel caso ci siano effettivamente informazioni distintive da fornire.

In questo senso è molto utile lo strumento di Google My Business che permette di creare una propria scheda online con nome, recapito telefonico, orari di ricevimento e indirizzo, postare news, ricevere recensioni e, soprattutto, apparire su Google Maps. In ogni caso, è bene che tutti i recapiti (definiti NAP), siano facilmente visibili su ogni pagina del sito web della scuola.

In alternativa, ci si può affidare a siti web di directory, che riportano gli elenchi delle scuole suddivise per città.

 

Monitorare periodicamente

Metà del lavoro consiste nel riuscire a valutare le proprie prestazioni, è inutile usufruire delle best practise SEO se poi non si capisce se, effettivamente, si stanno generando i giusti risultati per la scuola.

Google Analytics è lo strumento di analisi web più utilizzato al mondo, consente di monitorare costantemente l’attività e individuare informazioni preziose per la scuola.

La misurazione dell’efficacia di un sito web può riguardare vari elementi da tenere sott’occhio, tra i quali:

  • Frequenza di rimbalzo: il numero di persone che, senza aver intrapreso nessuna azione, ha lasciato il sito dopo aver visualizzato la pagina.
  • Tempo di permanenza: il periodo in cui un utente resta sul sito.
  • Velocità di caricamento della pagina: se una pagina tarda ad aprirsi è più facile che un utente sia portato ad abbandonarla prima di visualizzarla.

Ilenia Valleriani

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa, successivamente alla laurea triennale in Scienze della Comunicazione, presso l’Università La Sapienza di Roma. Insegnante nella scuola superiore di secondo grado, dal 2017 ho iniziato l’attività di content writer, in particolare sui temi del marketing e della comunicazione, per seguire la passione che coltivo sin da bambina: la scrittura. Da luglio 2021 collaboro con il blog di Education Marketing Italia.

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