Gen Alpha: 5 idee per comunicare agli studenti di scuole primarie e secondarie

Scopriamo quali sono le caratteristiche della generazione Alpha e il loro rapporto con i genitori per capire come orientare efficacemente la comunicazione scolastica

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Tanto quanto le tecnologie, anche le abitudini dei giovani di oggi cambiano nell’arco di pochi anni. Un decennio di differenza può cambiare in modo sostanziale il modo di comunicare con loro. Non solo riguardo ai mezzi di comunicazione da utilizzare, ma anche al linguaggio e ai valori con cui convincerli. E sapere come parlare alla propria giovane audience, denominata Generazione Alpha, è importantissimo per chi si occupa di orientamento a scuola.

Abbiamo cominciato a fare i conti con queste dinamiche a ridosso del nuovo millennio con l’espansione del digitale: viene coniata proprio in questo periodo l’espressione Millennial Generation per indicare i giovani adolescenti, nativi digitali. Dopo di loro è arrivata la Generazione Z, la generazione dei nati con Internet, coloro che non conoscono un mondo che non sia connesso (qui trovi un ripasso di tutte le generazioni, dai Baby Boomers in poi).

Ma il tempo scorre, e siamo già arrivati alla Generazione Alpha, i nati – o chi nascerà – tra il 2010 e il 2025. Sono quindi tutti i bambini che ad oggi hanno tra gli 0 e i 13 anni. Essi sono la prima generazione nata interamente nel ventunesimo secolo.

Se stai pensando che sono ancora troppo piccoli per essere presi in considerazione, prova a riflettere: se i più “anziani” della Gen A ora hanno 13 anni, vuol dire che già stanno partecipando agli Open Day per scegliere la scuola superiore e che tra 4 o 5 anni cominceranno a scegliere se e come proseguire gli studi.

 

Le caratteristiche della Generazione Alpha

Come ogni individuo di qualsiasi generazione a cui possiamo fare riferimento, anche tra i membri della Gen A ognuno avrà i propri unici interessi e peculiarità caratteriali; tuttavia, come gruppo condivideranno diverse caratteristiche modellate dalle influenze della società e cultura attuale che nell’approfondimento di Marketingdive vengono riassunte in questi concetti:

  • Responsabilità e sostenibilità. Sarà importante che scuole, società e istituzioni dimostrino una responsabilità sociale autentica e che comunichino in modo trasparente. Questi ragazzi, nelle loro scelte, probabilmente daranno la priorità alle realtà che si dimostreranno realmente impegnate e attive verso le cause di rilevanza sociale, ambientale ed economica.
  • Digital First. Sono davanti agli schermi di più, e più presto, di qualsiasi altra generazione, hanno toccato prima uno smartphone di una penna. Nonostante le raccomandazioni che suggeriscono di limitare al minimo l’esposizione dei bambini agli schermi digitali, si stima che il 65% dei piccoli di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni possegga o abbia già accesso a un telefono cellulare a casa e che addirittura a 3 anni essi sappiano come cercare le informazioni che gli servono.
  • La nuova normalità post pandemia. Come noi, anche questi piccoli hanno vissuto le misure di allontanamento sociale che li hanno portati a fare affidamento ai luoghi digitali per interagire con le persone; i giochi digitali saranno parte integrante delle loro vite e troveranno nel metaverso usuali luoghi di incontro.

 

Come comunicare con la Generazione Alpha?

Date queste premesse, abbiamo raccolto e adattato per l’ambito dell’istruzione 5 consigli per comunicare in modo efficace i ragazzi e bambini che si apprestano alle scuole primarie e secondarie. 

  1. Essere autentici e trasparenti. La Gen A è incredibilmente consapevole dal punto di vista sociale, che significa che è anche consapevole di come determinati prodotti, servizi e industrie abbiano un impatto a lungo termine sull’ambiente e sulla società. Sono quindi molto attenti ai valori e alle mission dei brand perché hanno a cuore l’impatto ambientale e la sostenibilità. Anche le scuole devono dimostrarsi sensibili a questi temi con azioni concrete. Attitudini e buone pratiche come il risparmio energetico, idrico, una corretta raccolta dei rifiuti, l’uso di materiali riciclabili, un’attenzione ad evitare sprechi alimentari, uscite didattiche che possano valorizzare le realtà locali e l’etica del “chilometro zero” devono essere valorizzate e comunicate come valori.
  2. Creare e condividere esperienze insieme. La comunicazione con loro deve essere fluida e dovrà promuovere l’interazione: così aumenterete il loro coinvolgimento e otterrete maggiore considerazione. Significa quindi dare loro la possibilità di relazionarsi, collaborare, confrontarsi con il vostro brand scolastico. Non solo con gli studenti iscritti, ma anche e soprattutto con i vostri prospect. Dai podcast, ai contenuti video, è importante creare dei momenti in cui essi si possano sentir parte dell’esperienza e farla propria. Un altro consiglio: la Gen Alpha ama imparare. Proporre workshop potrebbe suscitare il loro interesse. Ma la Gen Alpha ama anche giocare: è il momento di costruire qualche esperienza di gamification. Workshop e giochi potrebbero essere molto utili da proporre ai prospect di scuole con molteplici indirizzi per aumentare la consapevolezza delle strade che potrebbero intraprendere e farli scegliere in modo consapevole. Gli studenti giusti nelle classi giuste è un obiettivo prezioso per tutti i tipi di istituto.
  3. Presidiare i loro luoghi. Abbiamo compreso che i contenuti dovranno avere valore, essere coinvolgenti e informativi. Forse la parte più difficile però riguarda capire dove andarli a veicolare. È fondamentale osservarli, parlare con loro e rimanere aggiornati per capire (e presidiare) i luoghi che questi ragazzi frequenteranno, siano essi reali o virtuali. Le comunità virtuali svolgono un ruolo enorme nella loro vita. Oggi conosciamo TikTok, ma domani chissà! Avete già provato a fare un open day nel Metaverso? Cosa state aspettando? Collaborare con creatori e influencer degli attuali social più frequentati (e star pronti a intercettare quelli futuri) sarà una chiave di successo. E magari potranno essere proprio loro ad aiutarvi a muoversi in questi nuovi mondi e suggerirvi delle strategie vincenti.
  4. Far parte della loro vita. Una volta attirata la loro attenzione e stimolato l’interesse, è importantissimo essere costanti. Costruisci un piano di comunicazione che possa far sì che i ragazzi non si dimentichino di te, della tua offerta formativa, di altri corsi o prodotti che potresti proporre loro. Diventa mentore e ispiratore ma anche complice e amico.
  5. Usare immagini colorate (e accorciare drasticamente i testi). La Gen Alpha comunica tramite immagini e audio. I messaggi, su ogni media, devono essere quindi semplici e concisi. La sintesi e la capacità di veicolare valori e informazioni con la comunicazione visiva sono leve fondamentali. Se hai bisogno di formati più esplicativi e di raccontare storie scegli i video. Anche le interfacce di app e siti web devono essere colorate e divertenti e, naturalmente, mobile first (potrebbe anche interessarti scoprire i 6 errori da evitare quando si progetta un sito web scolastico).

 

Il rapporto tra i figli Gen Alpha e i loro genitori Millennial

C’è un altro importante fattore che secondo l’articolo di Marketingdive dobbiamo considerare. I bambini della Generazione Alpha sono chiamati anche Mini Millennial: si suppone che abbiano (o che costruiranno) un rapporto molto stretto con i propri genitori che, tendenzialmente, appartengono alla generazione dei Millennial. Per questo motivo acquisiranno anche simili gusti e opinioni riguardo ai prodotti o servizi che usano.

I Millennial erano la nuova generazione di consumatori-utenti particolarmente attenti alla salute, con gusti raffinati e particolari e abitudini e interessi diversi da quelli delle generazioni precedenti. Mantenendo queste caratteristiche, anche oggi i genitori millennial cercano molte informazioni sui prodotti che acquistano e a cui espongono i propri figli. Questa consapevolezza viene trasmessa ai figli Gen A e lì influenzerà in futuro.

Non da meno, gli stessi piccoli riescono ad avere, più di altre generazioni, una forte influenza sui loro genitori poiché sin da piccolissimi sanno usare i dispositivi tecnologici per reperire informazioni e quindi distinguere i vari brand. Questo spiega perché la progettazione dei contenuti dovrebbe essere fatta pensando sia ai genitori, sia ai bambini.

Merkle, società attiva in customer experience management, propone infatti di pensare a una doppia Customer Journey (che nella scuola rispecchia il viaggio che uno studente in cerca di formazione intraprende per soddisfare il suo bisogno e il modo in cui la scuola e lo studente interagiscono durante l’erogazione del corso – vedi l’articolo Come creare una Customer Journey Map per le scuole) che prenda sempre in considerazione, oltre ai pensieri e alla azioni del target di riferimento diretto, la Gen A, anche quello dei suoi genitori sia nel loro ruolo naturale di decisori finali, sia perché maggiormente influenzati dai piccoli di casa.

 

Conosci, comprendi e sviluppa

Al centro devono esserci le persone, oggi è questa la chiave del successo. Che si tratti di futuri studenti e strategie di marketing, oppure di attuali studenti e dei loro bisogni. Nella vita scolastica di tutti i giorni voi non offrite più un semplice servizio: state offrendo alle persone un’esperienza. Per questo è imperativo empatizzare con le persone che ne fruiranno.

In Education Marketing Italia usiamo lo User Experience Design e il Design Thinking per superare i luoghi comuni, i BIAS, le convinzioni cementate sulla routine e indagare in modo concreto e condiviso chi sono le persone, quali sono i loro bisogni, cosa vogliono ottenere, di cosa si preoccupano, che rapporto hanno con l’offerta formativa, con i vostri servizi, con l’intera scuola.

Perché ci piace questo approccio? Perché permette di creare una corrispondenza reale tra le aspettative delle persone e l’offerta della scuola, innovando.

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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