Flipped Classroom: la valutazione degli apprendimenti

Come valutare le esperienze di “flipped teaching”? Il professor Piero Gallo elenca le principali domande da cui partire per effettuare la valutazione

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Si continua a parlare di flipped classroom negli ambienti di educazione. Dopo aver descritto la storia di questo approccio nella didattiche scolastiche (leggi qui), evidenziato i vantaggi e gli svantaggi emersi negli ultimi studi di alcuni ambienti di ricerca (articolo) e divulgato gli 8 obiettivi che Flipnet ha deciso di porsi per continuare il proprio impegno di promozione sociale in Italia (scopri), parleremo in questo articolo delle tecniche per valutare le esperienze di “flipped teaching”. Lo spunto viene da un lavoro pubblicato da Mondadori Education del professore Piero Gallo Capovolgiamo la classe, capovolgiamo la valutazione.

 

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Parlando di Valutazione degli apprendimenti si può focalizzare l’attenzione sulle tre domande: perché, quando e come. Sviscereremo sinteticamente i primi due quesiti, più generici e prevedibili, per soffermarci sul come, in particolare in occasione di un’esperienza di flipped classroom.

 

Perché è importante condurre con metodo una Valutazione degli Apprendimenti?

Cominciamo definendo cosa si intende con il termine “valutazione per l’apprendimento”: tutte quelle attività svolte da docenti e studenti effettuate con l’obiettivo di offrire informazioni, indicazioni e riscontri per modificare sia il lavoro didattico, sia i processi di apprendimento (Black & William, 1998a). Risulta particolarmente importante e interessante effettuare una valutazione accurata di tutte quelle metodologie innovative, con poca storia alle spalle, cosicché, con il supporto di tutta la documentazione necessaria, le esperienze vissute possano anche servire a costruire indicazioni concrete ed adeguatamente argomentate da divulgare. Per questo motivo, i professori che si cimentano con la metodologia della Flipped Classroom dovrebbero monitorare con riguardo le relative attività svolte.

 

Quando occorre farlo?

Si possono quindi distinguere tre momenti in cui effettuare la valutazione: uno step iniziale, a scopo diagnostico per elaborare e stabilire la strada da percorrere anche a livello di scelte metodologiche e strumenti da usare; uno step intermedio, da effettuare in corso d’opera a funzione orientativa; uno step finale per verificare i risultati complessivi in relazione agli obiettivi posti al principio e come conclusione di un percorso formativo.

 

Come valutare le esperienze di “flipped teaching”?

Innanzitutto, Gallo elenca le principali domande da cui partire per effettuare la valutazione: chiarire agli studenti gli obiettivi da raggiungere; definire criteri di verifica; collegare la valutazione a quanto effettivamente insegnato; usare diverse tipologie per rispondere a diversi stili di apprendimento; far acquisire familiarità con gli strumenti da adoperare; riflettere sugli esiti per migliorare l’intervento didattico e quello valutativo.

Più specificatamente, occorre considerare che, essendo la Classe Capovolta un metodo che comprende un’esperienza di lavoro di gruppo, gli aspetti da monitorare sono: leadership distribuita; raggruppamento eterogeneo; interdipendenza positiva; acquisizione delle competenze sociali; autonomia del gruppo.

Per chiarire l’idea di approccio di questa valutazione, Gallo afferma quindi che le competenze messe in campo dalla Flipped Classroom si dividono in due gruppi: un capo di “attivazione” di cui fanno parte Brainstorming e l’attività di Prendere appunti, e un capo di “Produzione/Elaborazione” in cui individua l’Apprendimento Cooperativo e il Jigsaw (nota 1).

È ognuna di queste fasi che deve essere presa in considerazione. Il professore offre quindi nella sua presentazione, a cui si rimanda, ulteriori spunti dettagliati: schede di monitoraggio per le competenze sociali, tabelle che descrivono la differenza tra gruppi tradizionali e “cooperativi”, quelli necessari per l’attivazione di una lezione capovolta.

 

Gli strumenti per proporre lezioni capovolte sono svariati e possono essere più tecnologici o classici. Avere un metodo di valutazione è fondamentale per capire di anno in anno, di realtà in realtà, quali strumenti poter sperimentare, esaminare il lavoro svolto e convincersi o discredersi delle proprie scelte e, come da ammonimento di SApIE a tutti gli attori di buone pratiche (link), apportare evidenze affidabili sui risultati ottenuti dalle sperimentazioni fornendo indicazioni concrete ed adeguatamente argomentate.

 

(nota1) Nel metodo della Jigsaw Classroom gli studenti vengono suddivisi in gruppi di massimo cinque persone a cui viene attribuito un compito specifico di ricerca così da responsabilizzare ogni componente del gruppo e favorire impegno e socializzazione. (da Orizontescuola.it)

Giulia Cattoni

Lavoro dal 2013 nell'ambito della comunicazione e del marketing. Mi sono appassionata e specializzata sui temi riguardanti il territorio, l'innovazione e l'educazione diventando professionista dell'uso del linguaggio e della creazione, gestione e organizzazione dei contenuti. Mi sono laureata in Comunicazione con una tesi sull'uso della lingua per l'infanzia, ho frequentato corsi sulla didattica emozionale e sulla robotica educativa. Trasversalmente, ho carpito la sensibilità dalla mamma insegnante e l’ho fatta mia lavorando con entusiasmo per sette anni come istruttrice di pallavolo nel settore giovanile comasco. Lavoro con orgoglio per Education Marketing Italia dal 2016 come autrice del blog e dal 2020 sono entrata a far del team che offre servizi e consulenza strategica per le scuole.

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